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PERCHE' SONO UN'ATEA CRISTIANA

 

 

                                                                                          

 

 

 

 

In questo libricino tormentosamente arrivato alle stampe e poi volutamente lasciato all’indifferenza generale (troppo "privato" per esere pubblicato) vengono contrapposte sei ragioni a sfavore e sei ragioni a favore della fede
Si tratta, per meglio dire, di un journal spirituale, nel quale mi costringo a ripercorrere le tappe della mia “contro educazione” cattolica, della mia formazione tendenzialmente atea, che devo a mio padre, principale responsabile dell’irreversibile nihilismo che ha segnato la mia vita fin dalla prima infanzia.
Al resoconto di questo istintivo ateismo, oggetto della prima parte destruens, fa da contraltare, nello spirito del politically correct, la successiva pars costruens, più ragionata, elaborata nel corso dei molti anni di servizio per la radio cattolica nella quale ancora oggi lavoro.
Atea d’istinto, sono cristiana di testa, sul piano dell’impegno civile e professionale. La felice sintesi del titolo, inconsapevolmente "usurpatami" da Oriana Fallaci poco prima della sua morte, gira nella mia testa fin dagli anni dell’università, quando, seguendo i corsi di Filosofia della Religione di Marco M. Olivetti, allievo e seguace di Enrico Castelli, cercavo sostegno teoretico al mio ateismo e spunti per una improbabile folgorazione di fede, del resto mai arrivata.
Il libro è corredato di 12 immagini
Con lo pseudonimo di Diego Romano, ho realizzato 6 acquerelli-chine ad illustrare la fluidità cupa dell’inconscio ateo. Per le divagazioni a favore della fede ho chiesto ad giovane creativo molto ispirato cristianamente, di cedermi sei suoi scatti fotografici
L’affiancamento di due tecniche così diverse ribadisce ancora una volta la natura liquida, e dunque irreversibile, infiltrante, del mio ateismo) e la nettezza ragionata, fotografica (cioè acquisita) del mio cristianesimo.
La parte iconografica è in ogni caso consustanziale al testo. Soprattutto la formazione atea si radica in immagini mentali molto primordiali.



Perché sono un'atea cristiana

Sovera, Roma 2006