PDF Stampa E-mail

IL QUADRO... CLINICO

IL RITRATTO CHE VIVE



  


 

E se immaginassimo di far parlare quattro famosi dipinti, di epoche diverse, accomunati dalla percezione di una vaga sofferenza dei soggetti rappresentati?

E’ un’idea di un medico davvero originale, che per metà è infatti un pittore pregevole: Massimo Papi, attualmente responsabile dell’Unità Operativa Ulcere cutanee e Dermatologia vascolare presso l’IDI, ma soprattutto“inventore” di Dermart, la dermatologia come arte: singolare approccio diagnostico e terapeutico

www.massimopapi.it

Dallo studio della pelle all'universo sterminato del rapporto tra mente e corpo e ancora alla possibilità di descrivere il corpo umano, sano e malato, con gli stessi criteri degli storici dell'arte o dei restauratori: questa “bella” intuizione scientifica si concretizza quest’anno nella quarta edizione del congresso di Dermart, il 5 e il 6 ottobre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. www.dermart.it

E’ del dottor Papi dunque l’idea di far parlare l’Autoritratto con l’orecchio fasciato di Vincent van Gogh, il Ritratto del giovane Gentiluomo di  Lorenzo Lotto, la Fornarina di Raffaello e il Figlio dell’Uomo di René Magritte perché lascino indovinare a specialisti dermatologi le patologie che la rappresentazione pittorica può suggerire all’occhio clinico ma anche all’osservatore comune

Nasce così, all’interno di Dermart 2012:

Il quadro… clinico. Il ritratto che vive nell’interpretazione dell’attore.

Il gruppo di lavoro che Massimo Papi ha messo insieme per realizzare il progetto comprende quattro eccellenti attori: Domenico Strati nei panni di van Gogh, Pino Censi in quelli del giovane Gentiluomo di Lorenzo Lotto, Claudia Campagnola come la Fornarina e Enzo Garinei a impersonare l’inequivocabile uomo con la bombetta di Magritte.

Quando mi ha proposto di far parlare alcuni di questi dipinti non ho potuto che entusiasmarmi alla possibilità di poter ancora una volta ricorrere alla mia formula preferita: quella dell’intervista impossibile. E ovviamente ho scelto di incontrare il Giovane Gentiluomo, del quale sono innamorata fin dall’adolescenza, e la Fornarina, sintesi di grazia femminile e veracità trasteverina. Grande sorpresa nello scoprire l’inquietante somiglianza fra il ritratto di Lotto e il giovane Pino Censi, che non a caso coltiva una giustificabilissima passione per lo stesso dipinto, tanto da averne appesa una riproduzione in casa propria.

L’Autoritratto di van Gogh parla invece grazie al testo scritto dallo stesso Domenico Strati che lo interpreta con verve marcatamente schizoide, l'attitudine di Claudia Campagnola a spettacoli in romanesco si sposa alla perfezione con la mia maliziosa interpretazione dell'amata di Raffaello, mentre lo humor  un po’ stralunato di Pietro Garinei bene si adatta alle poche righe di memento finale che ho composto per la chiusura della performance, facendo parlare il Figlio dell’Uomo di Magritte.

Tutto si tiene grazie all’energia e alla professionalità della regista Anna D’Ascenzi, coadiuvata dalla giovane Camilla Bramini e, per i costumi, da Manuela Stamigna..



Il quadro ... clinico. Il ritratto che vive

da un'idea di Massimo Papi

 

di

Laura De Luca

e

Domenico Strati


con

Domenico Strati

Pino Censi

Claudia Campgnola

e con

Enzo Garinei


Costumi: Manuela Stamigna

Aiuto Regìa: Camilla Branini

Regìa:

ANNA D'ASCENZI


Roma - Campidoglio, Sala della Protomoteca

Sabato 6 ottobre 2012 ore 11.30