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VEDERE LA MUSICA

 

 

 

 

 

Né sul lago né sui monti né in cielo v'è una sola linea dritta, un solo colore puro, un solo punto di sosta; dappertutto moto, irregolarità, arbitrio, varietà, un infinito confondersi di ombre e di linee, e dappertutto il riposo, la morbidezza, l'armonia...

Leone Tolstoj

 

  




11 acquerelli ispirati ad altrettanti brani musicali

 

L’idea si concretizza in seguito ad un seminario organizzato dalla professoressa Donatella Caramia, neurologa, musicista e studiosa della voce presso l’Università degli Studi Tor Vergata di Roma, dove hanno portato i loro contributi compositori, otorinolaringoiatri, direttori di coro, professionisti diversi.

Esiste del resto un preciso filone dell’estetica che si interroga sulla visibilità della musica. Partiture percepite architettonicamente, forme d’onda che la tecnologia rende oggi visibili consentono una percezione sempre più meravigliosamente sinestesica del brano musicale.

Ma la disputa è antica. Le performance musicali venivano percepite ad esempio da Wagner e poi anche da Glenn Gould, come un ostacolo all’esperienza contemplativa della musica in quanto suono puro.

Scrive Alessandro Bertinetto nel suo saggio Vedere la musica, pubblicato su Estetica. Studi e ricerche daLuciano editore: “un compositore come Hindemith sosteneva proprio che la migliore esecuzione e i migliori esecutori siano quelli che negano la loro presenza rendendosi trasparenti e invisibili. (…) È questa peraltro l’idea che sta alla base della cosiddetta musica «acusmatica», in cui i suoni sono considerati come oggetti separati dalle loro origini: l’origine dei suoni è nascosta allo sguardo, al fine di apprezzare i suoni per se stessi, in modo autonomo “.

Sul versante opposto Igor Stravinskij, riportato dallo stesso Bertinetto affermava: “Invero ho sempre detestato ascoltare la musica a occhi chiusi, senza che l’occhio vi prenda parte attiva. La vista del gesto e del movimento delle varie parti del corpo che la producono è una necessità essenziale per afferrare la musica in tutta la sua pienezza. Infatti, ogni musica, dopo esser stata composta, esige ancora un mezzo di esteriorizzazione per essere percepita dall’ascoltatore.”




 

La mostra Vedere la musica , l'11 settembre 2013 presso MARGUTTA 102 di Alfonso Tafuri, riprende dunque l’idea non nuovissima di portare a rappresentazione visiva le emozioni suscitate dall’ascolto di alcuni brani musicali, idea che ebbe un eccellente rappresentante nel percussionista statunitense Max Neuhaus, che annotava:

Per me i disegni sono modi di esprimermi. Dichiarazioni, indicazioni e tracce dei miei lavori sonori invisibili ... Parlano lingue diverse al di là del mezzo sonoro” (In Evocare l’udibile, Charta, Milano 1995)

Qui sono stati “ritratti”, o per meglio dire “raccontati”, undici brani fra loro molto diversi, attraverso acquerelli 70 x 100.

La tecnica, legata a un’esecuzione rapida, emotiva e impressionistica è stata scelta in omaggio all’estemporaneità dell’ascolto, di ogni ascolto.



 


In alcuni casi i brani suggeriscono fantasie e rappresentano situazioni precise, abbastanza riconoscibili. In altri, la suggestione è più confusa, traduce  l’evanescenza, l’inclassificabilità e insieme la nettezza di ogni singola percezione uditiva.

La tesi, non cercata, è che ogni ascolto genera reazioni di volta in volta uniche, anche per uno stesso  soggetto…


La mostra comprende anche la presenza di opere di 

Antonella Cappuccio

Franco de Courten

Schirin Fatemi

Pietro Lista

   




 

 




VEDERE LA MUSICA
di Laura De Luca

da un'idea di Donatella Caramia


omaggio a

Ennio Morricone

Johann Sebastian Bach

Gustav Mahler

Krzysztof Penderecki

Galdieri - D'Anzi

Gerry Mullighan

Erik Satie

Pink Floyd

Echoesthree

Ivano Fossati

Donatella Caramia



Margutta 102

Roma, via Margutta 102

11 settembre 2013

ore 18.30 

 

grazie per i consigli

a Roberto Fortunato e Fabio Mondavio