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Gianni un amico


Questo disegno inedito di mio padre, Gianni De Luca, ha una sua bella storia, che mi porta insieme indietro e in avanti nel tempo.

E' il 1979, frequento gli ultimi mesi del corso di laurea in filosofia, sono alla vigilia della tesi. Mentre preparo gli ultimi esami, di notte, ascolto la radio. Le "private", in auge giù da qualche anno, mandano musica e lasciano libero campo a disc jockey più o meno affabulatori. Da una di queste emittenti romane di quartiere (credo Radio 101) parla un certo Gianni, tono pacato, scelte musicali discrete, voce simpatica. Invita gli ascoltatori a telefonargli, almeno per compagnia, in molti rispondono al suo appello, chi per solitudine, chi per esibizionismo, chi semplicememnte per chiedere la dedica di una canzone, altri  per solidarietà: la notte si dilata in una strana comunità di nottambuli, insonni, appassionati di musica, conversatori frustrati...

Stanca della mia solitudine libresca, mi sento finalmennte anche io parte di un tutto, dove le idee dei miei filosofi si incarnano in situaizoni esistenziali, in storie di vite vissute, solo apparentemente insignificanti...

Gianni presenta Perché no? di Lucio Battisti; la dolcezza svagata di quella canzone mi fa pensare a tanti amici già persi per strada. E nasce una poesia.

Qualche tempo dopo, chiedo a mio padre di illustrarla.

Eccola qui.





Più volte, quando gli portavo a leggere i miei testi, mio padre esprimeva il desiderio di rappresentarli visivamente.

Poesia a fumetto?

Fumettopoesia?

E' una delle sue tante "Idee nel cassetto" che ho osato riprendere di recente in tre mie raccolte, presenti in questo sito alla sezione "Progetti in corso. Nascituri".

Le raccolte, in cui mi sono... rassegnata a disegnarmi da sola i miei testi sono "Giochiamo al buio"

"Vedere la voce"

"Infinite SIndoni"

Ma la fumettopoesia è una strada ancora da esplorare...



Qui, più che le mie parole, merita forse osservare come mio padre le abbia trascritte di suoi pugno rendendole a loro volta disegno, non solo complice l'eleganza della sua grafia, ma anche l'impaginaizone globale e il gioco di ripresa dei due versi, in forma di didascalia del volto femminile...

La sfida di disegnare la letteratura inziiò per mio padre con la trilogia shakespeariana; ma sognava anche di raccontare l'Apocalisse di Giovanni , di cui restano alcuni schizzi preparatori.

Progetti che nascevano  in lui dalla certezza dell'universalità dell'immagine, oltre che dalla consapevolezza della propria maestria, bisognosa sempre di nuov banchi di prova.

Ora so che, offrendosi di illustrare i miei scritti,

desiderasse anche una ...complicità transgenerazionale,un'occasione di dialogo.



Gianni un amico

disegno Gianni De Luca

testo di Laura De Luca

1979,

inedito