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Che cosa c'è dentro un'intervista



E' un testo (con accompagnamento di immagini) che nasce come un manuale di istruzione destinato a giovani intervistatori o a professionisti affermati desiderosi di approfondimento. Diviene strada facendo una analisi dello strumento intervista come mezzo privilegiato per l’osservazione del fattore umano e per il recupero del dialogo autenticamente dialettico nell’ inflazione di notizie e nell’eccesso di rumore di sottofondo. Alla luce di un nuovo umanesimo.

Accompagnato da alcuni miei schizzi estemporanei realizzati "in corso di intervista" è strutturato in 19 paragrafi dedicati ad altrettanti aspetti tecnico-teorici del formato giornalistico per eccellenza.


Attese

Essenze

Abusi

Nostalgie

Cornici

Buio

Ritratti

Avventure

Musica

Pigrizie

Sentieri interrotti

Spoliazioni

Respiri

Poteri

Domande

Evoluzioni e rivoluzioni

Esposizioni

Giochi

Visite




Dall’incipit:

Dentro un’intervista c’è tanto di quello che oggi ci manca: lo sguardo, l’attenzione, la sorpresa e la compassione.

Dentro un’intervista riuscita, beninteso, e onestamente preparata.

C’è il teatro della vita e la sua caducità, la memoria di quando parlavamo senza ancora saper scrivere e la realtà non era rappresentata, ma soltanto espressa. Tutto era un esterno privo di interno, in naturale divenire …

Dentro un’intervista c’è un’infinità di cose che sfuggono anche all’intervistatore. (E forse è bene che gli sfuggano.)

Dentro l’intervista c’è la storia dell’incontrarsi.

Per questo è evento fugace, ma particolarmente adatto a dire la realtà proprio in quanto sfuggente, con quella precisa vocazione a svanire nel nulla, insieme a tutte le voci del mondo.

Come una canzone però, una buona intervista può restare impressa per anni. E per questo deve essere meticolosamente preparata.


Sul piccolo mistero dell'intervista è bello fermarsi a pensare, proprio oggi che il mondo sembra grottescamente diviso tra intervistati e intervistatori. Proprio oggi che tutti sembrano parlare, ma nessuno riesce a dire più niente...

 



 

Negli schizzi sono rappresentati, dall'alto verso il basso: Ernesto G. Laura, scrittore e critico cinematografico, Anna Paola Tantucci, preside, Paolo Lagazzi, poeta e scrittore