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Alla morte prematura di mio padre Gianni De Luca (34 anni fa), alfiere e appassionato sperimentatore del linguaggio del fumetto, cominciavano già da tempo a diffondersi i videogiochi e anche il disegno digitale. Pensai che la sua gloriosa campagna in favore dei “giornaletti” di fattura artistico-artigianale si sarebbe spenta man mano che i vecchi consumatori fossero cresciuti o avessero presto preferito intrattenimenti più al passo coi tempi. Non è stato così. In questi tre decenni il fumetto è assurto allo stato di nona arte e le fila dei suoi cultori si vanno sempre più ingrossando, aggiungendosi ai consumatori tradizionali anche generazioni di giovani decisi a confrontarsi con questo intramontabile linguaggio espressivo. Così come, parallelamente, aumenta l’interesse per l’opera di mio padre, artista innovatore che ancora genera epigoni e ammiratori non soltanto in Italia. Lui dunque aveva ragione a crederci.
Un esempio del mai sopito interesse per il fumetto è il moltiplicarsi di manifestazioni, fiere e mostre in tutta Italia, nonché il sorgere di istituzioni espressamente dedicate. Una di queste è WOW Spazio Fumetto, il museo del fumetto di Milano, che però sta rischiando la chiusura. E’ notizia di queste settimane che, dopo quasi 15 anni di attività, il comune ambrosiano – che gestisce i locali di viale Campania – non ha rinnovato al museo la convenzione, per ragioni burocratico- amministrativo – finanziarie.
Non mi interessa qui approfondire la questione “tecnica” dell’attuale emergenza, non posso entrare nel merito. Confido che la raccolta firme e fondi iniziata da pochi giorni insieme a un atteggiamento ragionevole da parte dell’istituzione pubblica possano dare un lieto fine alla spinosa vicenda. Mi interessa invece spendere più di una parola sul lavoro svolto in questi anni da WOW Spazio Fumetto, gestito dalla Fondazione Franco Fossati e particolarmente dal direttore Luigi Filippo Bona. Per dimostrare che anche lui… ha avuto ragione a crederci.
Luigi Filippo Bona è davvero “uno che ci crede”. E’ un antico ragazzo dai capelli bianchi, un gentiluomo (e un uomo gentile) dai chiari occhi ridenti che testimoniano la sua grande fortuna: poter portare avanti nella vita una passione che evidentemente lo accompagna dagli anni della scuola. Dita agili e sottili da chirurgo svelano la sua delicata sapienza nel maneggiare le preziose tavole di tutti i grandi autori che in questi quindici anni sono passate per le pareti del WOW: Crepax e Jacovitti, Caesar e Romanini, Pazienza e Magnus, lo stesso Gianni De Luca e molti altri sono stati ammirati da decine e decine di attenti e qualificati visitatori.
Ma la creatura di Bona non è solo uno spazio espositivo (e già basterebbe questo per convincere il Comune di Milano a non costringere i nostri eroi alla chiusura), quanto una vera fucina culturale, che ospita convegni, incontri con autori, workshop per bambini, una fornitissima biblioteca e una altrettanto fornita emeroteca sempre aggiornate… L’obiettivo è “solo” l’educazione all’immagine, programma umile e titanico nello stesso tempo, scandalosamente ignorato dalla scuola italiana di ogni ordine e grado (fatta eccezione per i corsi specifici). L’obiettivo cioè è “solo” la familiarizzazione al patrimonio della cultura visiva del nostro paese (e non esclusivamente del nostro), aprendo gli occhi di adulti e bambini sulla ricchezza di un settore artistico popolare quanto sofisticato. Da Pimpa a Diabolik, da Lupo Alberto a Paperino, da Corto Maltese al commissario Spada, il WOW Spazio Fumetto si è guadagnato una credibilità e un prestigio che Milano e l’Italia non meritano di perdere. Tra l’altro è stato di recente inserito tra i luoghi del cuore del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Infaticabili nella programmazione di incontri, dibattiti e percorsi espositivi, Luigi Filippo Bona e collaboratori (Luca Bertuzzi in primis) ricevono in cambio del loro impegno solo la soddisfazione di muoversi animati dalla passione per ciò che fanno. E non può dirsi di tutti.
Molte tavole di mio padre sono state ospitate nelle sale dello Spazio Fumetto in occasione di varie mostre a tema, mentre una intera personale gli è stata dedicata nella primavera dell’anno scorso. Parlo dunque con cognizione di causa quando sostengo che in questa istituzione si respirano attenzione e rispetto quasi religioso per gli autori, per le loro opere, per il pubblico, per la cultura visiva in genere.
Però la cortesia, la discrezione, la stessa voce delicata di Luigi Filippo Bona non dovrebbero distrarre dalla potenza di questa sua missione. Quanto più pop, quanto più “orizzontali” nei gusti di strati diversi di popolazione, le arti visive non sono solo un passatempo effimero: educati al gusto, anche solo attraverso un “giornaletto” o una graphic novel, gli uomini e le donne di domani diventeranno comunque migliori. Ed è importante crederci ancora.
E’ possibile fare donazione per la sopravvivenza di WOW Spazio Fumetto attraverso PayPal (“per amici”) a fondazione@fumetto.org oppure bonifico a Fondazione Franco Fossati, IBAN: IT58X0306909606100000018704 (Intesa SanPaolo).
14 aprile 2025

Bruno
Concordando con le sacrosante psrole di Laura, da milanse doc non posso credere nella miopia da parte dell’Amministrazione (illuminata?) meneghina. Spero sempre nel “guizzo d’ingegno” della Capitale del Fumetto per sbrogliare velocemente …la matassa. Sarebbe un “fallimento storico” il non riuscirci. In tanti se lo aspettano, vicini e lontani ma sempre legati a questo indimenticabile Luogo del Cuore …a nuvolette.