Per ascoltare invece di leggere:
Ho visto una ragazza con le lacrime agli occhi per la fine di un amore. Succede ancora nel XXI secolo, e infatti erano lacrime trattenute, molto dignitose. Quasi virili. Infatti una donna oggi non si sdilinquisce per un uomo che la lascia, sia chiaro. Una donna oggi non dipende da nessuno, sa scegliere l’autonomia e perfino la solitudine.
Ma i distacchi fanno ancora male, specie se restano parole non dette, piccole colpe non ammesse, baluardi di orgoglio, zone d’ombra, piccoli e grandi terremoti della vita: in questo il XXI secolo è ancora identico a mille anni fa. L’uomo, la donna, non cambiano mai.
Va detto però che la nostra civiltà tecnologica è la civiltà della saturazione, della velocità e della superficie. Rapidamente ci si stordisce l’un l’altro, “ci si beve” voracemente a vicenda, si contrae il virus silente di un’ esaltante abitudine, senza darsi forse il tempo di scendere nelle profondità del sentimento, di padroneggiare davvero la felicità, per poter essere poi attrezzati a fronteggiare i problemi che inevitabilmente arrivano. In un rapporto, in una esistenza.
E così ci si saluta. Per un tempo, per un po’, per sempre. Compagni di strada. “Per te ci sarò sempre”. “Io ora sto bene, spero così di te”. Ciao.
Peccato. Le lacrime fuoriescono un po’ di più adesso. Povera bambina. E povero bambino. Scagliati in una delle tante, piccole bufere di questa vita, si sono persi, non si sono più riconosciuti. Capita. A volte non riconosciamo più neppure noi stessi, in certi momenti perfidi delle nostre giornate.
Tuttavia, a ognuno che tronca un legame, a ognuno che viene espunto dal cuore di qualcun altro, vorrei ricordare che questo nostro tempo è anche il tempo della trasparenza. E’ vero: velocità, saturazione e superficie ci rendono gocce su un vetro durante un temporale. Ma il vetro resta vetro. Diluvio o non diluvio il nostro tempo ci ha addestrati alla visione simultanea di ciò che avviene qui come all’altro capo del mondo. Alla facoltà di vedere, comprendere, perdonare.
Perché non dovrebbe essere altrettanto facile e immediato diventare consapevoli di ciò che avviene nel cuore della persona che fino a pochi giorni fa ci abbracciava stretti?
Anche le lacrime funzionano da lente, certe volte. L’importante è non chiudere gli occhi, anche se bruciano, non smettere di guardare verso chi abbiamo amato e forse -senza saperlo- ancora amiamo, ancora ci ama. Forse ci sono ancora non poche parole da dire.
7 novembre 2025

Antonino D'Anna
Quando un amore finisce c’è sempre chi soccombe al dire: “Ho ancora da dire e da dare”. Ma tutto è inutile, quando si vuol chiudere la porta (cit.).
E allora che fai? Lo accetti, soffri dignitosamente, tiri una riga e lasci che il tempo passi. Poi riparti: l’essenziale è non andare MAI in giro a sparlare di chi hai amato. MAI. Perché vuol dire assassinarlo e vuol dire che quell’amore non era tale. Non si sporca un amore, perché amare è far fiorire il Cielo.
lauradmin
Caro Antonino, quanta saggezza. Ci siamo passati tutti, il tuo è un bel promemoria.
Gabriella
Cara Laura, quando ci si lascia consapevoli di un rapporto passionale ormai inesistente e soprattutto di non condividere più gli stessi interessi, progetti, percorsi di vita , beh, oggi si é più maturi e si chiude il rapporto, salvo i pazzi da rinchiudere perché non accettano . Ma ripeto se la separazione avviene perché entrambi più maturi e consci di volere vivere
la vita diversamente da quel rapporto di coppia, allora sono certa per esperienza vissuta, addirittura di un matrimonio e non di fidanzamento, l’amore, quello vero, completo é finito da un po’… l’affetto, il bene e i ricordi resteranno sempre, quelli belli e meno belli…ma l’amore proprio no… altrimenti si supererebbero insieme gli ostacoli e le difficoltà del periodo.