Per ascoltare invece di leggere:
Ognuno di noi ha una certa dotazione di fantasia, fin dalla nascita. Anche al più disincantato realista deve essere capitato almeno una volta di sognare ad occhi aperti, di credere nell’impossibile, di confidare in un miracolo.
Una piccola dose di fantasia è salutare come un bicchiere di vino a pasto. Quel tanto di sano distacco dalla a volte noiosa realtà, quel balsamico annebbiamento che consola da un dolore può portarci lontano per lungo o breve tempo. E allora arrivano a raccolta maghi e fate turchine dell’infanzia, orchi e folletti, a popolare film di cui siamo solo noi registi e primi attori.
Ma a volte, la fantasia è troppa. Un eccesso di fantasia popola la tenebra di mostri inesistenti (lo sappiamo quando da bambini abbiamo paura del buio), si condensa in un incubo particolarmente angosciante, si concentra in catastrofiche previsioni sul nostro futuro o sul futuro del pianeta.
Io soffro di iper-immaginazione. Sono capace di proiettarmi infiniti film, migliaia di lieti-fini e milioni di apocalissi. E’ una vita dura. Si vive una battaglia quotidiana a scansare gli inciampi di una realtà spesso noiosa, a volte faticosa quando non insopportabile, e anche a difendersi da varie categorie di mostri.
Alcuni esempi. Dal sogno più egoistico e gioioso al più drammatico e responsabile. Ho fantasticato di trovare un finanziamento anche modesto per portare in scena con maggiori mezzi la mia rassegna teatrale delle interviste impossibili: Per poi fare fiasco in scena. Ho sognato che tutto Israele si ribelli a Benjamin Netanyahu, e che, senza arrivare al colpo di stato, lo leghino mani e piedi mandandolo in vacanza a Cuba per qualche mese. Ma che poi da lì decida di bombardare tutti i Caraibi e anche le Bahamas
Ho sognato di diventare come Nicole Kidman e di risvegliarmi come la strega di Biancaneve, ho sognato che domani scendano i marziani con una soluzione rapida ed efficace per eliminare tutti i residui tossici, salvo poi eliminarci anche noi per occupare al posto nostro la nostra terra ormai bonificata. Eccetera. Fin qui tutto bene. Tutto lecito, perché sono solo fantasie.
Ma poi, a volte, la fantasia prende la mano, diventa padrona, si sostituisce alla realtà. Fino a che punto? Ecco la mia fantasia più inquietante: se tutto ciò che credo reale non lo fosse??
Il pazzo non sa di essere pazzo, ma non è detto che il dubbio non lo sfiori. Certi furbi si travestono da pazzi per attirare attenzioni, molti pazzi sono certi di essere normali. La mia peggiore fantasia: sono pazza e non lo so. Mi sono solo figurata di avere lavorato alla radio per tanti anni, di avere una famiglia, di scrivere libri, di ascoltare giornali radio, di cucinare crostate, di litigare col vicino, di disegnare calendari, di essere stata figlia di mio padre e di mia madre, di essere nata a Roma, di vivere decentemente in questo paese etc etc etc
E se invece fossi l’unica sopravvissuta a una apocalisse nucleare? Se quella che credo realtà fosse soltanto un sogno riparatore?
Come non c’è scampo ai crudi fatti che i telegiornali ci documentano senza tregua, così non c’è scampo neppure a una fantasia disperata capace di proiettarci in un mondo migliore. O peggiore.
Un sano realismo sarebbe da preferire. Ma io ho pena per i realisti. Se si accontentano della sola realtà, se la meritano.
23 settembre 2025

Bruno Rosati
Laura cara! Mi hai portato dentro un ragionamento emozionante che come tua enorme capacità sai impostare da maestra dello scrivere. Ebbene, chi parla è un “sano realista” che ha smesso di essere tale, spaventato dal nulla cosmico che ci circonda. Per questo preferisco sognare, come te. Magari capiterà pure di sognare non solo come te, ma proprio te ed allora ci si scambierà qualche impressione…
lauradmin
Ah che sogno divertente: incontrarsi in un sogno e chiacchierare come da svegli!!!!