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FA CALDO

Per ascoltare invece di leggere:

Fa caldo. Certi telegiornali aprono così. E il caldo di questi giorni di prima estate, facciamoci caso, è sempre “eccezionale”. Ospedali bombardati a Gaza, morti a Kiev, il nucleare iraniano, omicidi di camorra vengono quasi in secondo piano di fronte alla “eccezionale ondata di caldo da bollino rosso”.

Evidentemente questa non è una banale notizia sul clima, suffragata peraltro da collegamenti con i tecnici del Servizio Meteorologico dell’aeronautica. E’ un subliminale promemoria di una delle tragedie che incombono su questa povera umanità: accanto al rischio atomico, alla disgregazione della crosta terrestre, al buco nell’ozono, alla terza guerra mondiale a pezzi, all’inquinamento ambientale, c’è anche -non bisogna dimenticarlo mai – il riscaldamento globale.

Dunque a ogni apertura di telegiornale l’annuncio circa l’eccezionale “ondata di carlo africano” (con le conseguenti pleonastiche raccomandazioni di vestirsi leggeri, bere molto, no uscire nelle ore più calde etc etc) non è un semplice annuncio, non è una notizia come un’altra: è un austero promemoria. Fratello ricordati che devi morire!

Diversamente sarebbe una non-notizia, una prova della inettitudine dei direttori e dei caporedattori dei telegiornali. Possibile nel mondo non succeda altro oltre al fatto che a inizio giugno fa caldo?

Le temperature poi sono sempre “oltre la media stagionale”. Memento homo: è in corso il riscaldamento globale. Non illuderti che il tanto caldo di cui soffri oggi sia la replica di quello dell’estate scorsa. Soffri giustamente di più perché il pianeta sta friggendo come una polpetta in padella. Memento homo, devi morire…

Io vorrei fare poi uno studio sul bollino rosso.

Tot città segnate da questo indicatore di pericolosità che non poteva essere che “rosso” come ogni segnale di allarme. Come se i quarantuno gradi annunciati portassero oltre il limite consentito anche il livello di radioattività dell’aria. Oggi Roma per esempio ha il bollino rosso. E allora? Ci rintaniamo nei vecchi rifugi antiaerei? Nelle cantine? Nei sotterranei del Colosseo?

Alle ovvie raccomandazioni di cui sopra – chi uscirebbe nelle ore più calde se non per necessità? Chi si vestirebbe con sciarpe e cappotti??? – si aggiunge l’obbligo, in case e uffici, di installare impianti di raffreddamento.

E allora il mondo si divide in due partiti: i fautori e i detrattori dell’aria condizionata. Chi non vive senza, chi la boicotta ritenendola responsabile di raffreddori fuori stagione, colpi di freddo etc.

I leggendari discorsi sul tempo – estremo ricorso degli eterni minuti di imbarazzo in ascensore o della convivenza obbligata sul treno – oggi si specializzano: di parla di aria condizionata sì aria condizionata no.

Io faccio parte del partito de no, ed ecco le mie ragioni.

Un tempo il mondo non era sull’orlo della catastrofe climatica, oppure non ne era consapevole, e una giornata di caldo a giugno o a luglio non era eccezionale, non faceva notizia. Era una giornata di caldo, perché era estate.

Oggi l’umanità è diventata refrattaria alla sofferenza, in vari campi. Si sta delineando il diritto a non soffrire. Vi do’ una notizia, che a ben vedere è un’altra non- notizia: l’uomo è nato per soffrire (anche la donna). Se tra tanti livelli di omologazione universale, se nel folle progetto di abrogare tutte le differenze (fra uomo e donna, bianco e nero, abile e disabile etc etc etc) si pretende di abrogare anche la differenza tra estate e inverno io mi ritiro dall’umanità e torno su Marte: voglio soffrire il cado d’estate e il freddo d’inverno. Entro certi limiti. Per rimpiangere il freddo d’estate e il caldo d’inverno.

Dunque teniamocela e zitti e mosca, questa presunta “ondata eccezionale di caldo” di prima estate. Meglio, qualunquisticamente, soffrire di questo che di ben altro. O no?

 

Roma, 27 giugno 2025

One thought on “FA CALDO

  1. Beppe

    Da un po’ di anni, con l’arrivo dell’estate, mi domando perché io non abbia ricordo di aver patito il caldo da bambino… parlo degli anni ’60 e primi ’70.
    Le temperature erano meno torride?  Da giovani si patisce meno? L’Anticiciclone delle Azzorre, spesso citato dal mitico Colonnello Bernacca, portava davvero un clima estivo più mite e secco?  Probabilmente sono tutte domande che hanno, nelle rispettive risposte, ciascuna una parte di verità.
    Che faccia più caldo è innegabile.
    Che sia diventata una “notizia” di apertura di telegiornali e quotidiani è “fastidiosamente” altrettanto innegabile.
    Trovo ridicolo che affibino dei nomi alle varie “ondate di calore” (Caronte, Cerbero…), creati semplicemente per “bucare” ancora di più con la notizia, specie in internet (klikki = pubblicità).
    Infine, nonostante i consigli per attenuare gli effetti delle alte temperature, continuo a vedere persone, e a volte famiglie intere, vestite di nero! Solo perché è un (non) colore di moda. Non si accorgono di quanto attiri il caldo???
    Non per caso nei paesi tropicali di vestono di bianco.

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