
Per ascoltare invece di leggere:
Ho frequentato di recente, per tristi necessità familiari, un cosiddetto hospice, clinica per cure palliative. Detto altrimenti: un ricovero per malati incurabili.
La prima reazione, frequentando queste strutture, è la stretta al cuore col pensiero a chi entra per non uscire più. O meglio a chi entra per uscire da questa vita. Per essere accompagnato “di là” nel meno doloroso del modi.
Il secondo, più persistente pensiero, è per gli accompagnatori. Sono medici e personale sanitario altamente specializzato che si adoperano solo per limitare la sofferenza dei morituri. Non per offrire una prospettiva di vita, ma per addolcire una prospettiva di morte.
Addestrati a sorridere comunque, parlano dolcemente e sottovoce ai parenti, e si industriano verso chi è in fin di vita, con l’identica sollecitudine che userebbero verso chi può guarire. La prospettiva del loro impegno il più delle volte è a cortissimo raggio, il che potrebbe far sembrare tale impegno e il risultato completamente vani, se non fosse per il fatto che per questi professionisti della fin-di-vita il risultato non è il futuro, ma il presente. Essi navigano a vista insieme ai morituri, momento per momento li traghettano con grazia dall’altra parte: sono questi gli autentici angeli della cosiddetta buona morte (altro che “eutanasia”), morte mai procurata ma accompagnata, grazie ai quali si può scoprire all’improvviso che la fin-di-vita, la fine di ogni vita può coincidere con il fin di vita, ovvero con lo scopo di ogni vita umana. Pensiamoci, quando pronunciamo l’espressione “fin di vita” come sinonimo di ultimo respiro. Il fine non è la fine, è la tutela della dignità di ogni vita, fino all’ultimo respiro.
Perciò da tutti noi, anche da chi spera di non dover mai entrare, per sé o per altri, in queste strutture, è dovuto un grazie a questi professionisti della consolazione. I loro gesti così apparentemente effimeri e che potrebbero apparire perfino inutili, sono l’invisibile, prezioso riconoscimento della grandezza di ogni persona umana.
30 novembre 2025
