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INFALLIBILI

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E poi ci sono quelli che sono convinti di non sbagliare mai. Io li credevo estinti come i dinosauri o i sacri oracoli. E invece in tempi recenti ho avuto la prove che sono ancora tra noi. Che gli integralismi generalizzati non sono solo di “altre” religioni, ma spesso provengono da cristiani convinti e praticanti, proprio da coloro che dovrebbero essere, più di altri, coscienti dei propri limiti, praticando l’umiltà o quanto meno il dubbio. Invece la presunzione di infallibilità è più diffusa di quanto non si creda. Presunzione che non ha nulla a che vedere con la fedeltà un po’ ottusa alle proprie convinzioni – su cui pure ci sarebbe da discutere – ma sulla certezza scientifica di essere immuni da qualsiasi errore.

Complesso del primo della classe? Perfezionismo patologico?

Una volta ho sentito una collega affermare: “io non mi non sbaglio mai”. Un’affermazione paurosa, che non ho mai dimenticato. E una signora sostenere: ”il mio cane non prende mai il raffreddore”. (In quanto il suo livello di attenzione nel non esporlo al freddo o nel prevenire qualsiasi tipo di influenza canina sarebbe tanto ineccepibile da poter perfino controllare ciò che per definizione è incontrollabile).

Ammiro e invidio la dimestichezza con l’assoluto di queste persone, la loro pretesa di assomigliare al Padreterno. (Eritis sicut Dei…) Il loro avverbio preferito è “mai”: io non cado mai in fallo. Il mio invece è “spesso”: sbaglio infinite volte e nelle occasioni più pirotecniche, dalle quali derivano una quantità di lezioni a volte gorttesche ma sempre fondamentali.

Ad esempio, col permesso di Cartesio, pur essendo certa di pensare (come provano forse queste quattro riflessioni che periodicamente appunto qui), io non sono niente affatto certa neppure di esistere. Cogito ergo sum? Non è detto. Lo stesso atto del pensare potrebbe indurmi in errore sull’evidenza di essere, di esserci.

Non so che problemi abbiano i talebani della perfezione, da che cosa debbano difendersi, dentro quale rocca sentano di doversi asserragliare e perché. Vorrei tanto poterli addomesticare alla pirotecnica attrazione delle pietre di inciampo.

“Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore” ha detto Bertolt Brecht. E davvero gli errori sono capolavori. La cosiddetta perfezione, casomai esistesse, sai che noia.

 

13 settembre 2025

 

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