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LE PAROLE

Per ascoltare invece di leggere:

Che parola è “insediamento”?

“Il nuovo sindaco si insedia nella sua carica, i ministri nel loro ufficio”. “Cerimonia di insediamento del nuovo presidente”, “la nuova amministrazione provinciale si è insediata nel palazzo della Provincia”. Eccetera. E poi “insediamento accentrato rurale”, “insediamento accentrato urbano”… Eccetera eccetera.

Nell’etimologia di “insediamento”  c’è la parola “sedia”, che allude a un mettersi comodi, a un sentirsi a proprio agio, a riposo, padroni dello spazio e del tempo. Poi c’è anche l’ospite poco gradito che si insedia a casa tua e non la lascia più, tanto la apprezza nonostante tu rimanga un po’ freddino a vedere come utilizzi senza permesso la tua cucina o la tua camera da letto. E allora in questo caso faremmo meglio a dire che non si è tanto insediato a casa tua quanto piuttosto che l’ha occupata.

Fra “insediamento” e “occupazione” c’è una certa differenza. L’insediamento può presupporre in teoria una generale approvazione. L’occupazione no.

Se uno occupa con la forza un paese non suo, possiamo anche dire che vi si sia insediato, perché l’espressione è meno odiosa, la preferiamo, ma certamente non è esatta, anzi diciamo ingiusta. Se uno occupa con la forza un territorio non suo e lo colonizza e vi impianta le proprie case e le proprie attività, compiendo anche azioni miracolose come far fiorire il deserto, possiamo anche chiamare “insediamenti” queste case e queste aziende, ma non per questo non sarà stata compiuta una illecita occupazione.

Sono quasi sessant’anni, precisamente dal 1967, che sento usare da colleghi giornalisti più anziani di me certe parole piuttosto che altre. Tanto da essermi convinta, fino all’altro ieri, che fossero le uniche parole giuste, che dicevano tutto quello che c’era da dire. Esaurientemente e correttamente. Tutto o quasi, suvvia. Tutto all’incirca.  E invece, con l’età della ragione e il precipitare della storia recente, mi si sono improvvisamente aperte le orecchie e di conseguenza la testa. A volte le parole non servono a chiarire ma a oscurare. Non a illustrare ma a nascondere, a confondere.

Dunque non diciamo “insediamento”. Diciamo “occupazione”.

Non diciamo “annessione”. Diciamo “furto”.

Non diciamo “difesa preventiva”. Diciamo “aggressione”.

Non diciamo “cessate il fuoco”. Diciamo “bluff mediatico”.

 Diciamo “basta” e basta    

 

31 luglio 2025

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