Per ascoltare invece di leggere:
Mi dà molto sui nervi entrare nel contenzioso della famiglia nel bosco, tema iper-divisivo (quanto è di moda questo aggettivo!), dal momento che l’Italia sembra oggi divisa tra sostenitori della legge inumana e parteggiatori della madre crudelmente strappata alla sua prole. Sembrerà che io faccia parte della prima schiera, e invece ho ben presente Antigone con le sue ragioni del cuore di contro alle s-ragioni di una giustizia ingiusta.
Dunque mi metto fuori da questi argomenti e parlo da madre. Ricordando peraltro la vicenda biblica del figlio conteso tra due donne che il re Salomone risolse proponendo di dividerlo in due con un colpo di spada: quella che si oppose, cedendolo all’altra, era chiaramente l’unica vera madre, che preferì rinunciare al bambino piuttosto che lasciarlo morire.
La madre del bosco, ma che madre è? Allontanata dai figli a causa delle sue intransigenze, che teatralizza lo strazio della separazione invece di rasserenare i bambini, e più ancora che preferisce tornarsene a casa senza di loro per non cedere di un millimetro dalle sue posizioni, che madre, anzi che donna è? Una donna che antepone la propria ideologia (non entro in merito) alla propria maternità. Dunque non facciamone una martire.
Io, da madre, a fronte di una separazione dai miei figli imposta da qualsivoglia autorità, motivata da un qualsivoglia mio atteggiamento o da una qualsivoglia mia idea, rinnegherei qualsiasi cosa, mi affilierei allo spiritismo e giurerei pure che la terra è piatta, pur di tornare insieme ai bambini.
Questa donna, insieme alla sua famiglia, è venuta in Italia dove vigono certe leggi. Si perseguono ad esempio i pakistani che uccidono una figlia recalcitrante a un matrimonio imposto. Ricordiamo tutti il caso della povera Saman Abbas. E si obbligano i bambini …alla scuola dell’obbligo. Se si è contrari alle leggi di un determinato paese, se si preferisce restare proditoriamente fedeli a idee divisive, stavolta sì, o ci si adegua o si cerca un altro paese, un altro bosco o un altro pianeta.
C’è qualcosa di stupido in certi atti di eroismo, che non servono a nessuno e fanno male soprattutto a chi li compie. Da madre, la signora Come-Si-Chiama, faccia la madre. Si pieghi a uno spazzolino da denti con setole sintetiche, rinunci a quelle fatte con la coda dell’asinello, mandi i suoi bambini a scuola insieme a tutti gli altri e dimostrerà che il suo amore materno è superiore alle sue idee, giuste che siano. Per una volta, sto dalla parte dei giudici.
9 marzo 2026
