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Consumare verdure di stagione. E’ una raccomandazione di tutti i nutrizionisti, dietologi, naturisti. Insomma non cercate fragole a dicembre, a meno che non siate in stato interessante, preda di una di quelle irresistibili voglie. Neppure cercate arance a luglio. Si tratterà in entrambi i casi di prodotti conservati, di serra, ogm.
Quasi tutti ormai seguono saggiamente queste raccomandazioni, anche se nei supermercati e nei mercati rionali si trovano con grande facilità prodotti fuori stagione in ogni stagione. La legge del mercato fa sì che vengano incrementate tutte le colture tutto l’anno per soddisfare, o meglio per stuzzicare e provocare le esigenze del pubblico, anche quelle che il pubblico non si sognerebbe di avere.
Per lo stesso motivo, Natale ogni anno arriva un po’ prima. E’ provato. In giro si vedono già pandoro e panettone. E non siamo ancora a ottobre. Questa autentica efferatezza commerciale, di fare iniziare la vigilia di Natale quando ancora indossiamo gli abiti estivi, è l’ennesima conferma della spregiudicata gestione dei desideri della gente. Solleticarli costantemente, a partire da qualsiasi spunto, indipendentemente da date, feste e ricorrenze comporta inondare i mercati di ogni genere di merce, di stagione e fuori stagione, necessaria e voluttuaria, autentica e tarocca, stravolgendo quello che un tempo era il naturale bioritmo del desiderio, che si alimentava proprio nella impossibilità di una sua soddisfazione immediata.
Oggi tutti i desideri e le nostalgie sono teoricamente saziabili. Contemporaneamente. Per questo siamo disamorati. E’ già Natale, e lo è anche un po’ prima dell’anno scorso, segno che il mercato accelera sempre più i suoi diabolici meccanismi persuasivi.
In un teatro gli spettatori della seconda fila si alzano in piedi per vedere meglio. Allora si alzano in piedi anche quelli della terza fila, e allora anche quelli della quarta e così via, fino a quando tutti gli spettatori in tutto il teatro sono in piedi e nessuno vede più niente. In un parlamento uno alza la voce. Un altro la alza un po’ di più per farsi sentire, un terzo la alza ancora un po’ di più, un quarto grida. Alla fine tutti gridano e nessuno ascolta gli altri e nessuno, soprattutto, capisce più niente.
Funziona così evidentemente con le ditte produttrici di panettoni quando mancano tre mesi a Natale: giocano a chi arriva prima, a chi grida più forte. Finirà che per il mercato Natale avrà inizio dal giorno dopo Natale. Ovvero che Natale non finirà mai. Ma saranno davvero desiderabili questi Natali di cui non potremo gustarci l’attesa?
30 settembre 2025
