La scatola è un oggetto erotico. Può aprirsi oppure restare gelosamente chiusa. Offrire o sigillare. Nata per contenere, è anche costruita per difendersi e per difendere il suo contenuto.
Il coperchio e la scatola inoltre copulano costantemente. Per contatto o per allontanamento. Sono amanti ora abbracciati e chiusi in loro stessi, ora slacciati, rimpiangendo la propria unione, ora spaparanzati dopo un amplesso, ad esibire se stessi senza pudore, lei vuota lui lo sguardo al cielo, ora violentemente divisi dal destino e totalmente dimentichi l’uno dell’altra.
Ma l’essenza della scatola è una chiusura gelosa e protettiva, un abbraccio che custodisce ermetico
Fin da bambina ho avvertito la carica erotica delle scatole. Il loro suono se semivuote di qualcosa, il loro spessore se piene. I loro segreti, le loro promesse. Anche le delusioni
Renderò erotiche le scatole avanzate che ho gelosamente accumulato negli anni senza sapere perché. Ora lo so. Lo farò contaminandole con materiali di scarto che pure ho accumulato e continuo ad accumulare. Anche i materiali di scarto hanno un’anima erotica. Sono sensuali nel loro spaesamento, nel loro essere stati gettati, denudati di uno scopo. Ci ricordano il nostro scopo, sempre smarrito. Il sesso è uno spaesamento cosmico, in cui pezzi sparsi errano continuamente, alla ricerca di un proprio corrispettivo, e dunque di un senso…
Anche noi siamo scatole in attesa di essere riempite…



