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SENZA CENSURE

Per ascoltare invece di leggere:

 

Sciopero generale, manifestazioni e cortei per Gaza oggi in tutta Italia. Scuole, trasporti, e servizi. Tutto bloccato. “Fermate il genocidio” uno degli slogan.

Nel frattempo Regno Unito, Australia, Canada e Portogallo riconoscono lo Stato di Palestina alla vigilia dell’Assemblea generale dell’Onu. Sono oltre 150 i Paesi del mondo ad averlo già fatto.

Ma Netanyahu non cambia rotta: “Non ci sarà alcuno Stato palestinese, si mette in pericolo la stessa esistenza di Israele. (…) Continueremo ad agire con determinazione finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi della guerra, per garantire il nostro futuro nella nostra meravigliosa terra”. Così il suo messaggio per il capodanno ebraico.

Ecco, a proposito di meravigliosa terra. Ipotizziamo che si realizzi presto (il più presto possibile) il piano israeliano di sconfiggere definitivamente Hamas ripulendo l’area dai terroristi. Ma non solo dai terroristi a quanto pare, secondo il nuovo principio che è giusto buttare via il bambino insieme all’acqua sporca. Bene, ipotizziamo che il piano si realizzi: che cosa resterà di quella meravigliose terra?

Ammesso che la pulizia etnica riesca (perché tale è, non si tratta solo di stroncare il terrorismo, ma di accanirsi a cancellare un’etnia, prima ancora che  uno stato), che cosa resterà di quella meravigliosa terra, di quello scomodo stato? Un cumulo di macerie, zolle impregnate di sangue, echi di spari e di esplosioni, morti sepolti alla rinfusa… E savvero gli abitanti di Israele saranno tanto disinvolti da riuscire a installarsi sopra tanto orrore? Davvero daranno una scrollata di spalle e saranno capaci di non sentire gli echi dei pianti dei bambini, da non pensare a chi da quella meravigliosa terra era in fuga, costretto a lasciarla e a lasciare casa propria?

Sarebbe come aprire un Auschwitz Restaurant alle porte del lager  o nelle baracche. Anche il turismo di Chernobyl pare sia in crescita.

“Lo stato palestinese mette in pericolo la stessa esistenza di Israele”. Piu chiaro di così si muore. Si muore appunto. Curioso destino quello del nostro pianeta, dove la vita di uno pare sia consentita solo grazie alla morte di un altro. Del resto lo dicevnao anche gli antichi: mors tua vita mea

Ecco appunto. Siamo antichi.  Restiamo antichi. Siamo gli stessi di millenni fa. Io lo sapevo già. La differenza, il vero salto qualitativo è che ora questa atroce verità diventa un progetto politico esplicito. Che viene permesso a un capo di stato di esprimerla pubblicamente, senza veli né censure

 

22 settembre 2025

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