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STORIE CHE SI RACCONTANO DA SOLE

Per ascoltare invece di leggere:

Spesso un grande scrittore è grande non tanto per come scrive ma per quello che scrive, per la materia che sceglie. Stesso dicasi per i registi di film. Spesso capita che l’importanza del tema o la ruffianeria del soggetto narrato si estendano al modo di narrarlo, lo sopravanzino fino a trasferire l’importanza della cosa sull’effettiva modalità di narrarla, fino a far passare in secondo piano se è narrata male. Ad esempio è difficile sostenere che Primo Levi sia un pessimo scrittore dopo aver letto il suo tragico resoconto contenuto in Se questo è un uomo. Ma è lecito domandarsi se è un eccellente scrittore solo perché ha avuto l’esperienza del lager e se sarebbe stato un eccellente scrittore anche avendo raccontato una variante de “La bella addormentata”. Vale anche in cucina. Se preparo una ricetta con certi ingredienti, mi è facile passare per una grande chef. Insomma è difficile che una pietanza a base di salmone o di cioccolata riesca male. Per questo, se riesce bene, io non me ne glorio. So che al novanta per cento il merito è del salmone o della cioccolata. Non mi piace vincere facile.

Ricevo ancora i grati complimenti del mio amico Gianpiero Gamaleri per un mio commento sul funerale di sua moglie Ester risalente ormai a un paio di mesi fa. Gianpiero non smette di lodare quel mio pezzo, che era solo il resoconto di un’esperienza di vita: la constatazione di come e quanto un vero cristiano trae vita dalla morte, di come un vero cristiano testimonia la sua fede, la sua speranza, il suo amore. Fui felicemente stupita di come Gianpiero, grazie alla sua fede, attraversasse – e ancora attraversa –la difficile prova del dolore, della malattia e del distacco. E ne scrissi.
Temo che Gianpiero confonda le mie quattro parole con il ricordo di Ester, del loro amore di oltre sessant’anni. E’ solo quella sostanza a fargli sembrare ottimo il mio scritto. Che è solo un ritrattino sbiadito della realtà dei fatti. Ovviamente gli sono grata della sua affettuosa gratitudine, ma forse è in corso un transfert indebito, da cui io non vorrei trarre frutti che non mi spettano. Lo stesso mi accadeva in radio, quando alcuni intervistati mi ringraziavano per le interviste che rilasciavano, complimentandosi per come le avevo condotte. Dovevano complimentarsi con se stessi. Certe materie si raccontano da sole, indipendentemente dalla maestria dei cronisti. E’ la storia importante a rendere importanti i narratori. Dunque, caro Gianpiero, casomai il grazie devo dirlo io. A Ester e a te.

 

23 dicembre 2025

One thought on “STORIE CHE SI RACCONTANO DA SOLE

  1. Gianpiero

    Hai perfettamente ragione: nelle belle esperienze il ringraziamento è reciproco. Certo sei stata una fedele cronista. Io ti ho confidato il mio stato d’animo e tu l’hai fedelmente riferito. Mi resta però nella mente una frase del sociologo Tannenbaum “Se un baobab – il più grande albero – cade nella foresta e non c’è una telecamera che lo riprende l’albero non è mai caduto”. Tu sei stata la mia telecamera. Ma aggiungi anche che hai usato obiettivi, filtri, inquadrature e primi piani che hanno colto nel modo migliore quell’esperienza. Certo anch’io ho cercato di raccontarla ma tu l’hai fatto meglio. E’ per questo che te ne sono grato. Ho avuto la fortuna che …. tu sei passata di lì. Però sinceramente una cosa non sarei riuscito a fare…. Concludere il pezzo con un brano musicale come quello di Giorgio Conte “Stringimi”, che è diventato la colonna sonora postuma del mio amore per Ester. “Abbracciami”. Gianpiero

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