Vorrei essere tua madre senza essere tua madre. Vorrei essere tua figlia, moglie, nipote, sorella, concubina, amante, colf, compagna di scuola senza esserci neppure mai incontrati. Senza che io ti abbia generato, senza che tu mi abbia generato o vista nascere, alla faccia dei legami di sangue e delle stupide casualità e degli anni passati che ci hanno fatti incontrare e addomesticare l’uno all’altra. Vorrei essere qualcuno senza il dovere di dirti che sbagli, senza il diritto di ripetertelo, senza dovermi preoccupare che sbaglierai ancora, senza temere che ti perderai sul cammino, senza curarmi se incontrerai il lupo cattivo, se incontrerò il lupo cattivo.
Vorrei essere qualcuno per te essendo nessuno, dovendo ricominciare sempre da capo, come essendoci incontrati per caso proprio stamattina, dopo esserci scambiati uno di quegli sguardi fugaci che però non si dimenticano.
Vorrei essere per te quello che non si dimentica. Che ritroverai per caso in una fotografia, come io ritrovo per caso in quella mia fotografia che non mi assomiglia qualcosa della mamma, della zia, della nonna, qualcosa dell’amore impossibile che mi ha lasciato una ruga di lacrime, qualcosa di tutti i morti che in me si ostinano a vivere silenziosi ed eloquenti, qualcosa di tutte le persone incontrate che per me non erano nessuno e che pure portavano ciascuna una storia.
Vorrei essere per te una storia. Iniziata e incompiuta. Cioè infinita. Scritta solo nella libertà.
7 luglio 2026
NB
Questo articolo non ha versione audio perché le cose qui scritte non sono riuscite a trovare la voce giusta.
Però ha un commento musicale. Questo: https://www.youtube.com/watch?v=KM-YsasxsLc
