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AL MOMENTO GIUSTO

Per ascoltare invece di leggere:

Che cos’è una canzone? Certe volte è l’intuizione fulminante di un attimo riassunta in musica e parole semplicissime. Per questo, certe volte è più di una poesia e meriterebbe la medesima dignità. Per non parlare di quando la canzone arriva al tuo orecchio quando l’orecchio si ricorda di essere l’organo più vicino al cuore.

In questi giorni ho perso una persona cara. In questi giorni una persona a me ancora più cara ha perso un amore. Siamo dunque nel capitolo: “I distacchi”. I distacchi non vengono mai soli. Sono sapienti, tempestivi, a loro modo “musicali”. Ogni distacco ne richiama un altro, e quell’altro ne richiama ancora un altro e un altro e un altro ancora. Fino a che realizzi che tutta la nostra vita è un percorso di affrancamento.

Al giovane ricco che gli domandava che cosa dovesse fare per ottenere il regno dei cieli Gesù rispose di spogliarsi di tutti i suoi beni … Ai suoi allievi che gli chiedevano chi fosse il vero sapiente Socrate ricordava che è colui che si spoglia di tutte le certezze dogmatiche e i pregiudizi: sa di non sapere, non ha in mano niente. Ecco a voi profeti e filosofi: gli specialisti dei distacchi. Ci vuole una mente potente, articolata, resistente e lungimirante per guardare dentro i distacchi e non vedervi soltanto dolore. Ci vuole gente intelligente, dice quella canzone geniale.

Io ho sentito quella canzone al momento giusto, sull’orlo di due perdite e nell’orizzonte di una terza, che mi ritrovo non solo a prevedere, ma in un certo senso a coltivare, addestrandomi al distacco dei distacchi, da riuscire a costruire come il suo opposto: l’avvicinamento alla verità, lo svelamento il più possibile autentico di me stessa. Al momento giusto sto cominciando a capire, grazie a una canzone. Non è forse vero che solo alla morte di una persona ne cogliamo la vera essenza, il suo vero significato per le nostre vite? Non è forse vero che nella fine di un amore apriamo di colpo gli occhi sull’ex amato, che solo in forza di quel distacco getta la sua maschera? Non è forse vero che solo su queste soglie misuriamo la nostra capacità di sorriso, di riconoscenza, di perdono? Non è forse vero che solo allontanandoci dal quadro lo vediamo per davvero?

Se ho il coraggio di “allontanarmi” dalla mia vita posso anticiparne il sunto e il senso. E magari, se sono ancora in tempo, anche correggere il tiro.

E’ per esercitare questo pietoso cinismo (o questa crudele compassione verso noi stessi) che abbiamo bisogno di acume, di sottigliezza, di lucidità.

Nel momento in cui qualcuno o qualcosa si stacca da me, “vedo” con chiarezza l’intelligenza del tutto, e riconosco finalmente la mia. Desidero ciò che si allontana: posso costruire quello che mi manca, che continui per sempre a mancarmi. Ci vuole gente intelligente per darsi l’addio, per mettere un punto, per capire una fine.

Tutto è possibile: che cosa vuoi di più?

 

14 novembre 2025

One thought on “AL MOMENTO GIUSTO

  1. Antonino D'Anna

    Sì, per darsi l’addio devi avere intelligenza. E’ accettare e lasciare libero l’altro, qualunque sia il motivo per il quale se ne va. Resta sempre qualcosa dentro l’anima, resta sempre qualcosa che ci accompagna fino alla fine. E se Dio vorrà, anche oltre. Nemmeno la fine è definitiva.

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