
Per ascoltare invece di leggere:
I fumetti, anzi i giornaletti. Un tempo intrattenimento vagamente peccaminoso, a sentire certi pedagoghi tromboni di due secoli fa. E magari in certi casi non sbagliavano, perché più che i temi a volte scabrosi, si diffondevano su queste pubblicazioni corsare prodotti di dubbia qualità sul piano estetico. Invece, per intere generazioni di ragazzi dei tempi precedenti a Internet e addirittura precedenti alla televisione, i fumetti furono l’unico mezzo per andare lontano con l’immaginazione, per fuggire magari da una realtà pesante (gli anni della guerra), perfino per imparare la storia e conoscere imprese e personaggi leggendari, infine per sentirsi meno soli. Tutto ciò soprattutto grazie a testate storiche destinate specificamente a lettori giovani e che nella prima metà del secolo scorso contribuirono a consolidare una forma espressiva oggi assurta ormai a livello di arte, nonché ad allevare una schiera di eccellenti disegnatori. La scuola italiana ha prodotto grandi firme. Tra queste, mio padre, visionario anticipatore delle possibilità del mezzo, sembra essere compreso e apprezzato oggi più che quarant’anni fa, quando era nel pieno della sua carriera. Destino di tutti i precursori.
Di lui hanno già scritto e detto in tanti, me compresa. E non è questa la sede per parlarne ancora. Quando iniziavano a diffondersi le tecnologie digitali, lui era purtroppo al termine della sua carriera e anche della sua vita. Personalmente pensavo che sarebbe morto Sansone con tutti i filistei. Ovvero che grazie alla civiltà del computer, insieme a lui, sarebbe morto anche il fumetto, l’era dei giornaletti di carta. Mi sbagliavo. Lui guardava comprensibilmente con annoiato distacco i nuovi mezzi, ma probabilmente se avesse avuto il tempo di comprenderli e sperimentarli ne avrebbe fatto un uso altrettanto rivoluzionario come le sue opere manuali. Mi sembra un peccato che un precursore come lui non abbia potuto godere in vita di queste nuove opportunità tecnologiche e anche del meritato riscontro delle sue innovazioni ma soprattutto della svolta che la storia del fumetto ha vissuto in questi ultimi trent0anni.
Di qui l’idea di creare un dialogo postumo con i suoi colleghi di oggi, di farli incontrare al di là delle barriere temporali. A partire dal lunedì 13 ottobre, e spero con cadenza regolare, mensile o bimestrale, Gianni De Luca invita idealmente al suo studio i giovani disegnatori che in un modo o nell’altro hanno fatto i conti con la sua eredità artistica, così decisiva per molti di loro, non solo in Italia. Li invita ad un confronto sul campo, nel quale esporremo le sue tavole di ieri e le tavole di oggi le une accanto alle altre, La carta e gli schermi digitali Che cosa hanno in comune, che cosa invece le differenzia, al di là della materia dei rispettivi supporti?
La questione non è da addetti ai lavori: le storie disegnate (graffiti, cicli pittorici, libri illustrato, fotoromanzi, fumetti, cartoni animati video giochi e graphic novel) hanno da sempre affascinato generazioni giovani e non solo. La domanda da porsi oggi è che cosa attraverso l’immagine, si può ancora insegnare e comunicare in un mondo già saturi di immagini, perché e in che modo il racconto per immagini possa ancora affascinare e a cosa condurre i suoi lettori e estimatori, perché fumetto e derivati debbano essere preferibili ad altro, infine quale possa essere la specificità, oggi, della cosiddetta nona arte.
Na parliamo “allo studio di Gianni De Luca”, lunedì 13 ottobre, insieme a Giusto Traina, Emiliano Mammucari, Stefano Santarelli e tanti altri amici. Per prenotarsi, tutti i contatti giù in calce a questo articolo. Vi aspettiamo!
Allo studio di Gianni De Luca – Roma – Via Angelina Marsciano 4
Per prenotazioni in presenza fino a esaurimento posti: + 39 338 4177859 allostudio@giannideluca.net
Per partecipazioni on line tramite zoom: https://bit.ly/allostudiodigiannideluca1
Con il sostegno di: Comicon, Napoli – Fondazione Franco Fossati, Milano – Scuola Romana dei Fumetti, Roma – Venti d’Autore, Catanzaro
1 ottobre 2025
