Per ascoltare invece di leggere:
Nel cimitero di serrande chiuse che sono diventate le nostre città, solo poche categorie “merceologiche” resistono: supermercati, locali per bere e per mangiare, spacci cinesi o indiani e… negozi di articoli per animali.
La passione per le bestiole domestiche è in decisa espansione. Il 37,7% degli italiani maggiorenni dichiara infatti di avere un animale in casa, con un sensibile incremento di percentuale anche rispetto ad anni recenti. Inoltre, negli ultimi anni sono più che raddoppiati quanti accolgono in casa più di un animale. Infine aumenta l’adozione di randagi in canili e gattili, pratica ovunque raccomandata per esempio sui social come supremo gesto di carità… interspecie.
Io in un’altra vita dovevo essere cane. O forse gatto. Forse una creatura anfibia, metà e metà.
Sono cane per il cuore: decifro quegli occhi languidi e disperati, credo di rilasciare anch’io spesso sguardi da cane bastonato – tale mi sento, certe volte- ma resto comunque fedele fino al sacrificio. Sono gatto per l’elasticità corporea e per la pigrizia: il sogno della mia vita è starmene arrotolata su un divano tutta la giornata a veder passare la frenesia degli altri.
Ho un cane e un gatto: parlo con entrambi, come spesso capita ai “conviventi con animali”. (Definirci “proprietari” o “padroni” è diventato politicamente scorretto. Ma forse sono le parole “proprietario” e “padrone” divenute ormai in assoluto impronunciabili). Da quando convivo con cane e gatto credo di avere registrato una serie di interessanti mutamenti in me stessa: lo sforzo di decifrare chi si esprime in un’altra lingua costringe a moltiplicare attenzione e sensibilità, nonché a ridimensionare la presunzione circa la superiorità di specie. Non è detto che l’uomo sia l’animale più evoluto. Neppure che l’uomo abbia l’esclusiva del linguaggio. Fino a prova contraria un cane avrebbe tutto il diritto di pensare la stessa cosa di se stesso, di fronte a un bipede che non abbaia. L’impossibilità di comunicare con qualcuno non ci autorizza automaticamente a pensare che l’altro sia stupido.
Tessuto l’elogio dell’animale domestico, vorrei ora spendere una parola su chi in materia non si regola.
Si moltiplicano sui social storie lacrimevoli di poveri randagi da anni relegati in canile, salvati un bel giorno da un’adozione spontanea, da un fulmineo sguardo d’amore scattato fra cane e uomo. Ho letto e ascoltato confessioni strappalacrime di donne che si ritengono “mamme” di poveri cuccioli salvati dai rifugi o dalla strada, di essere fiere di sperimentare un amore incondizionato e senza confini, che non ha eguali fra noi perfidi umani. Ho sentito persone affermare di amare più il proprio cane che il proprio figlio, altre sostenere proditoriamente che i cani sono meglio degli uomini, altre ancora dividersi allegramente il pasto con il proprio cane, cioè passandosi con disinvoltura il cucchiaino del gelato, altre, infine portarsi la bestiola sempre dietro, anche a teatro, dal dentista, a una festa di compleanno…
Ci sono guinzagli e guinzagli. In certi casi c’è davvero da chiedersi chi porta al guinzaglio chi. Chi trasferisce su un animale – per quanto amoroso possa essere – sentimenti, abitudini e gesti che sarebbero più appropriati verso un umano o un bambino, dovrebbe forse chiedersi che problemi ha verso i propri simili.
Il sospetto è che l’impossibilità di un animale a parlare il linguaggio umano emancipi molte persone dal confronto, a volte difficile, con i propri simili. Si preferisce l’animale perché non parla. Che sollievo: finalmente qualcuno che non ci interroga, non ci rimprovera, non ci esorta a niente, non ci chiede confronti, non ci mette in crisi, non ci obbliga a discutere, non fa osservazioni, non ci contesta… Qualcuno che possiamo illuderci la pensi esattamente come noi, che ci approvi in ogni caso, si lasci addestrare al nostro stile di vita. Bastano due coccole e un po’ di pappa. Questo vuol dire confondere l’istinto con il libero arbitrio!
Beh, se io fossi un cane o un gatto avrei paura di chi mi trattasse come una controfigura umana. E poiché sono umana, mi sono sentita spesso offesa da chi ha occhi solo per il proprio animale. Scavalcata da un amore così totalizzante, a volte ho cercato di scodinzolare. Magari mi riuscirà, prima o poi.
17 luglio 2025
