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COSE DI QUESTO MONDO

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Età della pietra, del ferro, del bronzo… E’ bello che la storia dell’uomo sulla terra sia caratterizzata anche dall’uso tecnologico di materiali. Ma non è mica finita lì. Nei millenni successivi alla preistoria altri materiali hanno caratterizzato l’evoluzione del progresso. L’età dell’acciaio ha segnato le invenzioni dell’Ottocento e del primo Novecento: reti ferroviarie, transatlantici, grattacieli e macchinari industriali, hanno trasformato l’economia e l’urbanistica di tutto il mondo. Altre “cose” hanno dato un volto al ventesimo secolo: i Sali d’argento della fotografia, la celluloide delle pellicole cinematografiche, il rame e la guttaperca dei cavi telegrafici sottomarini. Nel secondo dopo guerra l’età della plastica ha visto i cosiddetti polimeri di sintesi chimica invadere ogni settore della nostra vita. E negli ultimi decenni, dalla fine del XX secolo, l’età del silicio ha dato il via alla diffusione di transistor,  microchip, computer,  smartphone e dell’intera infrastruttura digitale su cui si basa l’ odierna civiltà della comunicazione, che un tempo viveva esclusivamente sull’uso della carta. Ma non è finita ancora. E’ imminente, a quanto pare, l’età dei Nuovi Materiali (o nanomateriali), costruiti ingegneristicamente a livello molecolare destinati a soddisfare specifiche esigenze. Sono leggerissimi capaci di sostenere carichi pesanti come il grafene (un foglio di carbonio spesso un solo atomo), sono “intelligenti”, smart materials, capaci di modificare la propria struttura in a base a temperatura, luce, campi elettrici o magnetici, pressione) e possono anche ripararsi da soli, imitando i processi biologici come il bio-cemento, arricchito con speciali batteri inattivi, che quando si forma una crepa, si attivano e producono calcare, sigillando automaticamente la fessura. L’uomo non interviene dunque solo su piante, animali o microrganismi per modificarli e ottimizzarne la resa a proprio vantaggio, non interviene solo sul materiale genetico umano per incoraggiare o determinare la fecondazione, ma crea anche nuovi elementi, nuove sostanze. Se pietra e ferro già esistevano in natura, fin dall’inizio, tutti gli altri materiali, i successivi “oggetti” del progresso, sono creazioni umane. Il progresso è gli oggetti, è i materiali. Cose tecnologiche. Sarebbe interessante scrivere una storia del mondo a partire dagli oggetti e dai materiali che hanno “fatto la storia”: la pietra della ruota, il ferro dell’aratro, la pergamena degli incunaboli, l’acciaio delle rotaie, i polimeri delle bacinelle Moplen… fino al silicio dei microprocessori. Cose sempre più leggere, sempre meno visibili, sempre meno comprensibili e soprattutto di utilizzo sempre meno immediato. La morale? Più l’uomo diventa padrone del mondo, o cerca di diventarlo, più si allontana dalle sue materie prime, dalle materie prime di questo mondo. E se cambiano le sostanze, non accadrà che prima o poi cambierà anche la Sostanza? O meglio non sarà che sta già accadendo o che è già accaduto?

 

29 marzo 2026

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