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E SE NON CI VEDIAMO PRIMA, BUON NATALE!

Che misera frase. Qualcosa di peggio di una frase di circostanza. Una frase burocratica, che tradisce la percezione degli auguri di buon Natale (da parte di chi li fa) come una specie di pratica da sbrigare. Entro i termini di scadenza, onde evitare la penale prevista per i trasgressori. Una volta qualcuno mi inviò gli auguri di Natale quando non era ancora iniziato l’Avvento. Segno che voleva proprio togliersi il pensiero. Questi auguri spicciativi e di facciata tradiscono solo la voglia di rinchiudersi il più presto possibile per farsi ciascuno gli affari propri davanti al panettone.

Prego, non rivolgetemi mai questa frase. Non voglio auguri standardizzati, di dovere. In caso, meglio niente, meglio essere ricordati in un giorno qualsiasi dell’anno, per caso e all’improvviso, perché un pensiero fuggevole richiama un momento, una giornata, e quel momento riporta alla memoria un volto, un abbraccio. Grazie, ma della miseria di un pensiero per dovere faccio a meno. Chi percepisce il Natale come un momento sigillato dietro la propria porta chiusa non faccia finta, con me, di aprirmene uno spiraglio. O mi invitate alla vostra tavola o niente, vi vorrò bene lo stesso, e tutti i santi giorni dell’anno.

A Natale o percepiamo la famiglia umana tutta intera, inclusi, insieme ai magi e ai pastori, anche i talebani, gli evasori delle tasse, i truffatori, le spie, gli immigrati che puzzano, i Putin che bombardano, gli antipatici e gli stronzi, oppure torniamo a celebrare i Saturnalia. Sarebbe più onesto. Un’onesta festività pagana e ciao. Che poi anche gli antichi, quando onoravano gli dei, lo facevano tutti insieme. Insieme. Che bella parola. Vuol dire “nello stesso tempo”. Non con scortese ritardo ma neppure con burocratico anticipo (se non ci vediamo prima….). Ricordandoci che insieme è il presente. E allora vediamoci subito, adesso, all’istante, che poi si fa tardi. Vediamoci, accorgiamoci gli uni degli altri, ma adesso subito, senza rinviare: prestiamoci davvero attenzione, con tutto l’impegno che questo comporta, e ricordiamocelo sempre che, al di là delle rispettive porte chiuse decorate con eleganti ghirlande d’occasione, davvero siamo tutti parte di una stessa famiglia. Quel Qualcuno – Eterno Presente-  sarebbe venuto proprio per ricordarcelo.

 

20 dicembre 2022

 

 

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