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GENIALE E MISCONOSCIUTO

Conosco l’attore Gigi Diberti perché è un attore importante – ha lavorato in tanti film, in tanti spettacoli teatrali, prodotti televisivi –  e perché avendo io prodottotanta prosa radiofonica,  ho avuto la bella occasione di “usare” la sua arte e di “abusare” – ci siamo capiti- della sua generosità. Conosco l’uomo Gigi Diberti perché, lavorando un pochino insieme a lui, ho scoperto le sue qualità umane: oltre alla generosità di cui sopra,  la sensibilità, la vivacità di testa, l’insofferenza per ogni forma di potere, l’attenzione ai particolari, lo spirito “operaio”, la resistenza alle avversità e ai dolori…  e soprattutto la curiosità…  A me ricorda Ulisse. Anche di aspetto. Gigi-Ulisse, che, prima di riconoscersi attore ha lavorato in fabbrica, in una GRANDE fabbrica italiana, guarda caso di automobili (forse la più grande fabbrica italiana di automobili, indovinate quale) ha una sua specie di Itaca a Città della Pieve, in Umbria.

E io conosco Città della Pieve attraverso Gigi. Non ci sono mai stata. Ci sono poche auto a Città della Pieve. O forse no. Città della Pieve è un po’ etrusca, tanto medioevale, con la sua rocca, la sua cattedrale, gli ulivi… Non lontana da Orvieto, con tanta storia nelle sue case di mattoni e così stretta fra le terre dell’antico Granducato di Toscana e quelle dello Stato Pontificio. E Gigi-Ulisse ci si rifugia ogni tanto. E poiché è un curioso, scopre la storia di un pievese particolare….

Conosco la storia di questo pievese grazie a Gigi, che pievese non è ma viene dal nord, proprio da quella Torino della grande fabbrica di automobili di cui sopra…

E la storia di questo pievese riguarda proprio le automobili: si chiamava Elio Trenta: E.T. Anche lui una specie di extraterrestre, un ragazzo che senza alcun titolo di studio mette a punto un’invenzione che modificherà la vita quotidiana di noi automobilisti: fu tra i primi a progettare il cambio automatico. A noi piace dire che fu il primo inventore del cambio automatico.

E.T. era nato negli anni dieci del secolo scorso e morì negli anni trenta. Una vita breve dunque, meno di trent’anni. Peraltro gli anni d’oro dell’espansione  dell’industria automobilistica italiana. Però il Signor Automobile (Agnelli) non prese in minima considerazione la sua idea…  Così almeno si racconta nel libro E.T. L’incredibile storia di Elio Trenta, dove si mescolano realtà e fantasia, fatti veri e immaginazione, e che è stato scritto da un grande amico di Gigi Diberti, Gianmario Pagano, e edito da Graphe.it. Un  monologo su misura per Luigi Diberti che infatti lo ha portato in scena già diverse volte e ha in mente e in cuore la speranza di farlo rivivere ancora davanti a un pubblico sempre più vasto. Una specie di missione di riscatto per un giovane geniale e poco fortunato.

E.T. muore meno che trentenne, dicevo. Gigi è un po’ più che trentenne… E’ certamente un grande attore, ma rischia di apparire fuori ruolo e il problema della credibilità si è posto…  Nel monologo, è proprio E.T. a parlare, e così Pagano ha fatto in modo che l’età matura dell’ interprete fosse garanzia della credibilità del personaggio al di là del tempo, al di là del bene e del male, quasi la capacità di raccontarsi con maggiore obbiettività. Una vicenda, quella di Elio Trenta, che ricorda i destini di tanti giovani italiani anche del nostro tempo, menti geniali spesso costrette alla fuga all’estero, spesso totalmente misconosciute e ignorate in patria, e che Pagano ha definito giustamente tragica. Giusto ricordare dunque la figura di questo semplice ragazzo figlio di un meccanico, che insieme a una lunga schiera di menti geniali spesso senza nome, hanno contribuito e contribuiscono a scrivere la storia del progresso di tutta l’umanità.

Il libro E.T. L’incredibile storia di Elio Trenta, di Gianmario Pagano, da un’idea di Luigi Diberti, e con una prefazione di Marco Tullio Giordana,  edito da Graphe.it, è stato presentato lunedi scorso 9 gennaio al caffè letterario Hora Felix di Roma.

11 gennaio 2023

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