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GRAZIE AL COVID

Coerentemente con l’inizio della storia, sul Covid continuano ad alternarsi notizie contrastanti. Sembra che in Cina la variante omicron si stia diffondendo impetuosamente dalle città alle campagne e mentre l’Organizzazione mondiale della sanità richiede informazioni più dettagliate, Pechino minimizza sostenendo di aver registrato “solo”  sette morti dall’eliminazione di molte delle restrizioni in vigore. Al contrario, le persone addette al servizio funebre hanno annunciato  un notevole aumento di decessi.

A quanto pare il virus conferma ancora una volta di avere colpito soprattutto il meccanismo mondiale dell’informazione. Con buona pace dei pontefici-scienziati, che ci hanno deliziato con previsioni, diagnosi, interpretazioni multiple, sostenendo tutto e il contrario di tutto e confermandoci la tesi che se consulti DUE medici otterrai almeno TRE pareri diversi, del Covid ancora nessuno ha capito abbastanza da poter tranquillizzare il mondo.

Non essendo medico, mi permetto una diagnosi, probabilmente viziata dalla mia professione. E’ vero che il Covid colpisce i polmoni, il sistema respiratorio, il sistema immunitario etc, ma certamente colpisce il sistema planetario dell’informazione. Tutti contro tutti: una scena che abbiamo visto fin dall’inizio. Allarmisti e negazionisti, no-vax e pro-vax, precauzionisti e menefreghisti: opposte schiere tutte accanitamente allineate proprio sulla base della mancanza di chiarezza.

Su tante altre malattie la conoscenza è scarsa. Della vera origine del cancro nessuno sa nulla. Per tante malattie genetiche si invoca il sostegno alla ricerca, e giustamente. Ma nessuno si accanisce così tanto come per il Covid, come a proposito del Covid… Per l’umanità intera il Covid è una beffa. Ha “imitato” la nostra velocità degli scambi, diffondendosi invisibilmente e rapidamente come le nostre fake-news, e agli occhi di molti travestendosi esso stesso di fake news, facendo balenare il fantasma di un inganno planetario, il dubbio che neppure esista, scatenando le più pittoresche ipotesi da fantascienza. Per tutti noi il Covid è il grottesco specchio dei nostri limiti, e del limite più grande di tutti: l’abbondanza di informazioni non soddisferà mai la nostra ignoranza, non potrà mai essere confuso con “virtute e canoscenza”.

Nella Bibbia si racconta della torre di Babele: il grande progetto di un’umanità superba che voleva toccare il cielo. La grande opera globale (e globalizzata) viene però frenata dalla saggezza divina che confonde le lingue degli uomini per disperderli e annullare così il loro troppo ambizioso progetto. Che il Covid sia l’angelo di Dio inviato a disperdere le nostre presunzioni condivise attraverso l’inflazione di notizie impossibili da verificare?  No, nessuna punizione divina: il Covid sta mettendo in crisi l’idioma fino a ieri universalmente condiviso, quello di una scienza ottimista e risolutiva che aveva una risposta per tutto e per tutti. Il Covid continua invece a sollevarci domande. Domande come quelle dei bambini, a volte impossibili e apparentemente assurde, che tuttavia avevamo smesso di porci. E per questo – solo per questo – potremmo perfino ringraziarlo.

 

22 dicembre 2022

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