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INTERVISTA IMPOSSIBILE A S. FRANCESCA SAVERIO CABRINI, patrona degli emigranti (in “Le italiane” di AA. VV.)

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L’amica e collega AnnaMaria Barbato Ricci, mi invitò nel 2010 a realizzare un ritratto della patrona degli emigranti, per il volume di autrici varie Le italiane, da lei progettato per Castelvecchi in occasione del centocinquantenario dell’unità. Chiesa ad Annamaria la possibilità di raccontare il personaggio a me assegnato attraverso una conversazione immaginaria. Da circa due anni ero infatti immersa nella riedizione radiofonica delle interviste impossibili. Generalmente sono refrattaria à a discorsi esclusivamente al femminile e anche un po’ tiepida nei confronti dell’unità d’Italia, ma accettai per l’entusiasmo della proponente.

La storia di questa suora coraggiosa e determinata meriterebbe davvero maggior risalto: fu decisamente più anticonformista e concreta di tante fanatiche del corteo urlante dal cuore borghese. Sono lieta di aver dato voce a un piccolo esempio di disciplina e di avanguardia poste a servizio degli altri. Il testo è stato anche oggetto di una versione radiofonica andata in onda in Radio Vaticana il 15 dicembre 2010 con protagonista Francesca Gatto.

Dall’incipit:

DE LUCA

Madre, posso disturbarla?

CABRINI

Vieni avanti, figlia mia, e levati di dosso quella faccia contrita. Non hai mai visto una suora?

DE LUCA

Una suora che è anche una santa! Di questi tempi non ci siamo tanto abituati. Non alle suore e tanto meno alle sante.

Ecco… mi hanno chiesto di farle un’intervista.

CABRINI

E’ divertente!

DE LUCA

Trova? Io sono emozionata. Lei è la Patrona di tutti gli Emigranti, e io … vede… discendo proprio da una famiglia di emigranti!

CABRINI

Allora sei particolarmente benvenuta!

DE LUCA

… il mio bisnonno era quasi suo contemporaneo sa? Se ne partì per l’America proprio negli ultimi anni dell’ottocento. Forse vi siete incontrati… Gallello Francesco, detto don Ciccio, classe 1878. Questo nome le dice niente? Faceva il manovale a “Broccolino”…Aveva quattro figli e nei momenti di riposo suonava il violino…

Mio nonno e mia nonna, invece, negli anni trenta del XX secolo, vennero su dal paesello della Calabria verso la capitale!

CABRINI

…Col tempo mi sono convinta che su questa terra siamo tutti emigranti.

DE LUCA

Come dice?

CABRINI

Sì, come gli uccelli.

Sempre in cerca di caldo, cibo, risorse. Veniamo tutti da una stessa patria, viaggiamo in su e in giù per tutta la vita e ci troviamo sempre in un altro posto rispetto a quello in cui vorremmo veramente ritornare…

DE LUCA

Sembra il ritratto dei nostri tempi…

CABRINI

Credo sia il ritratto di ogni tempo.

DE LUCA

…C’è un altro motivo che mi provoca soggezione, a dire la verità.

CABRINI

E allora esponilo, ché i motivi taciuti diventano fantasmi.

DE LUCA

Ecco… lei… lei ha compiuto imprese letteralmente inimmaginabili. Ha sfondato pregiudizi, resistenze, dinieghi. Oggi diremmo: fu un vero panzer! Tutto per poter partire missionaria accanto agli emigranti.

E per farlo in prima persona, senza dipendere da nessuno!

CABRINI

Ma sempre in spirito di obbedienza!

DE LUCA

Tanto più. Le rivoluzioni più efficaci sono proprio quelle che non fanno rumore, dice qualcuno.

Inoltre lei ha agito …rimanendo comunque una donna! Una piccola donna nel secolo delle “piccole donne”!

CABRINI

Sono stata solo uno dei Suoi strumenti.

DE LUCA

Dite tutti così, voialtri preti e suore, ma…

CABRINI

E’ la verità. Neppure una goccia di pioggia evapora senza il Suo consenso!

DE LUCA

…Ma poi ci sarebbe un altro motivo a darmi inquietudine…

CABRINI

Ancora un altro?

DE LUCA

Il suo aspetto, Madre.

Lei appare così …fragile… delicata. Mi scusi: quasi insignificante.

CABRINI

 (ridacchiando)

E’ proprio quello che sono! Non avrai paura di offendermi!?