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LA VILLE LUMIERE

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Da qualche anno le nostre città, in particolare i nostri quartieri, appaiono particolarmente addobbati di luminarie domestiche e condominiali, le più fantasiose. Ci siamo attrezzati tutti. Non c’è balcone, terrazza, altana o finestrella, non c’è porta, portone o ingresso di negozio che non abbia il suo gioco di luci: strisce, festoni, sagome di alberi o di comete, cascatelle, magari anche solo una piccola fontana di lucine intermittenti

Quanto entusiasmo “decoratorio”, come mai? Anche un po’ di pacchianeria, diciamocelo. Siamo tutti light designer senza controllo né misura? In certi quartieri in questi giorni Roma sembra Brooklyn, con tutto il rispetto.  Davvero il Natale ci fa palpitare a tal punto da indurci a segnalare il nostro entusiasmo spirituale con questa festa di led?

Credo ci sia una ragione più semplice: da un lato l’evoluzione della tecnologia, dall’altro la globalizzazione e la mercificazione del Natale. Le lampade led sono abbastanza nuove, e sono indistruttibili, eterne, esponibili all’esterno, ti tentano con la semplicità del loro uso. E nei grandi ipermercati, così come nei diabolici empori cinesi te le tirano dietro in mille varianti e a costi stracciati: praticità e economicità incoraggiano negli ultimi anni la moda del balcone illuminato. Non ti puoi proprio non accorgere che è Natale.

Sopravvive però un’altra remota ragione in questa pratica metropolitana, che oggi si è particolarmente intensificata ma non è nuova, anzi. Evidentemente nel profondo di ciascuno di noi persiste il legame storico e simbolico che Natale ha con le antiche feste del sole, a partire dalla celebrazione del Sol Invictus, che nell’antica Roma che segnava il solstizio d’inverno e la rinascita della luce dopo il giorno più corto dell’anno. Non a caso la Chiesa, ha scelto proprio il 25 dicembre per celebrare il nascita di Gesù, “luce del mondo.

Unica sottigliezza: a lui bastò una stella. Sopra una capanna. Che non è poco, certamente. A noi non resta che scimmiottarle, le stelle, puntare sulla quantità, non potendo disporre di una stellaautentica. Quello che conta è l’intenzione: il dubbio gusto delle luminarie paesane è compensato dallo struggente bisogno di farci passare la paura del buio. Che non cambia mai. E’ per questo – per il buio là fuori – che a Natale torniamo tutti bambini…

 

19 dicembre 2025

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