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LE SCARPE

“Diabolik” – come veniva anche soprannominato il boss appena arrestato – si nascondeva dunque in un appartamento rifugio a Campobello di Mazara dove gli investigatori hanno ritrovato, tra le altre cose, medicinali, documenti sanitari e scarpe di lusso. Così dalle agenzie. Viene immediatamente da chiedersi a che cosa potessero servire le scarpe – per di più eleganti e costose- a uno che viveva nascosto o quasi, per giunta mimetizzato nell’identità di un altro, dunque nascosto due volte, non solo fisicamente, ma anche “cancellato” come persona. Mafia e invisibilità: non è un’accoppiata nuova. L’eminenza grigia è il potente che si muove nell’ombra , e il sui potere è direttamente proporzionale alla sua mancata riconoscibilità e visibilità. Personalmente ne ho intercettati diversi, tutti dall’apparenza dimessa e dunque bravissimi a occultare il loro vero potere, riuscendo ciononostante a muovere implacabilmente le proprie pedine.

Torno a quelle scarpe lussuose nascoste nell’appartamento emergenziale. Un appartamento che immaginiamo confortevolissimo, ma anche comunque “misero” per il solo fatto di essere appunto un covo. Le scarpe lussuose la dicono lunga su quanto, benché dorato, il rifugio resti di fatto un’autoprigione e riveli  la nostalgia dell’andare, della libertà di movimento, del diritto di cittadinanza esplicita per le strade del mondo: tra tanti lussi – certamente Diabolik se ne sarà permessi altri-  non potevano mancare proprio le scarpe.

Le scarpe ricordano al potente auto recluso che non è ancora del tutto invecchiato, che le strade del mondo lo aspettano ancora , e non solo per essere macchiate dal sangue delle sue vittime, ma per essere da lui percorse orgogliosamente, petto in fuori e sguardo aperto. Le scarpe, feticcio del potente, sono anche l’oggetto sotto la cui suola si schiaccia un insetto, si spegne una cicca. E quanto più gusto può dare compiere queste piccole tracotanze con ai piedi delle Tod’s, delle Saint-Laurent o delle Fendi. E’ come se l’insetto o l’infame venisse ucciso due volte. Le scarpe rialzano il “sovrano” dalla bassezza della terra, dal grigiore dell’asfalto, dall’ignominia dell’anonimato. Lo elevano verso il cielo e gli danno la misura del suo successo, anche se costretto alla latitanza e all’autoreclusione. Le scarpe di lusso, anche se mai usate, sono il riscatto dell’assassino, il promemoria dei suoi sogni.

Però quando gli investigatori guarderanno bene tutti questi reperti, sotto quelle suole robuste e costosissime troveranno tracce di sangue. Tracce di sangue invisibile e per questo tanto più “abbagliante”. Di Diabolik questo passerà alla storia: la stranezza di quel lusso e il sangue degli innocenti.

 

19 gennaio 2023

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