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L’EPOPEA DEGLI ZII

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Ce lo siamo chiesti in tanti: perché nella famiglia Disney dell’era classica mancano genitori e figli mentre abbondano nipoti, cugini e soprattutto zii? Evidentemente, perché la presenza di un genitore tende a risolvere i problemi, dunque limita l’avventura e infine inibisce risvolti comici al racconto. Al contrario, uno zio è perfetto perché è affettivo senza essere autoritario, può permettersi di essere pieno di difetti (maldestro, egoista, immaturo etc) e di non svolgere necessariamente il ruolo di educatore.

Quanta psicanalisi doveva aver frequentato Walt Disney inventando i suoi personaggi? Non solo nei loro intrecci mancano genitori, ma non ce n’è traccia nei ricordi, nei flashback… L’universo Disney classico realizza  così l’utopia di un mondo asessuato, libero dai legacci spesso (anzi diciamo quasi sempre) tossici che derivano dal meccanismo della procreazione. Qualcuno di noi conosce forse persone che non abbiano mai avuto problemi, nel bene o nel male, con i propri genitori? Che non abbiano sentito dire di coppie ossessionate dal desiderio di un figlio ad ogni costo? La cosiddetta “genitorialità” è quasi sempre tragica: avere un figlio comporta un compito titanico e comunque esposto a errori, coinvolge la prosecuzione della specie, la progettazione del futuro…. Vedersela con la generazione precedente è questione altrettanto spinosa: chi di noi non ha lottato per affermare se stesso ( e alla fine non tutti ci riescono) di fronte al proprio padre e/o alla propria madre???

Al contrario, un mondo di soli zii-nipoti-cugini può essere un mondo spensierato, con quel tot di organizzazione adulta quanto basta, per poi svilupparsi in una allegra prosecuzione dell’infanzia. Lo zio giocherellone e un po’ complice è insomma il tutor ideale.

Nella realtà, chi sono gli zii? Evidentemente, chi più chi meno, essendo fratelli di nostro padre o di nostra madre, si portano dietro da un lato l’impronta dell’antica complicità fraterna, che trasferiscono scanzonatamente su di noi, tornando in un certo senso bambini insieme a noi, dall’altro portano con sé inevitabilmente un po’ di genitorialità “trasferita”, in forza della quale devono manifestare un minimo di equilibrio e autorevolezza. Situazione idelae! Lo zio può essere il personaggio più affettuoso della famiglia, l’orsacchiotto cresciuto con cui giocare senza paura di stancarlo come magari si stancherebbe un nonno, ma anche un’insostituibile guida e risorsa di sostegno fino a rivelarsi una imprevedibile fonte di reddito (il famoso zio d’America semisconosciuto e senza figli che alla sua morte ci gratifica con una eredità a sorpresa).

Io ho avuto moltissimi zii e prozii. Due prozii del ramo paterno calabrese sono stati vittime indirette della seconda guerra mondiale. Zio Gennaro era rimasto sordo e aveva perso un braccio a causa di una granata che gli era esplosa vicino. Poi c’era una prozia paterna che faceva le suppressate, il prozio Ciccio, che teneva una portineria a Napoli, era un omone grande e grosso che però si commuoveva quando, finite le vacanze al Sud, tornavamo a Roma e dovevamo congedarci. Di una prozia di mia madre conservo ancora tanto mobilio di inizio novecento, non pregiato ma prezioso. E sulle mie tre ziette romane, insieme allo zio Franco, fratelli di mio padre, potrei scrivere un romanzo: custodi della mia infanzia, non si sono mai staccati l’uno dalle altre, e non hanno neppure mai smesso di viziarmi. Tutti loro sono stati il “superfluo necessario” della mia vita, una specie di conferma che l’eternità esiste, nella sopravvivenza di abitudini sempre uguali, rassicuranti quanto inquietanti nella loro distanza dalla vita vera, dal bisogno di crescere.

Lo zio scapolo o la zia zitella che restano in famiglia e vedono crescere i figli degli altri, sono dunque forse i soli genitori perfetti, che sono tali senza esserlo, e che rimangono anche un po’ fratello o sorella. Non a caso la parola “zio” deriva dal greco “theios”, “divino”! E allora veneriamo gli zii. C’è anche una giornata mondiale a loro dedicata: il 26 luglio. Gli zii: gli adulti giocosi.

 

26 dicembre 2025

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