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LETTERINA

” E’ un peccato davvero, ma io già lo sapevo che comunque non potevi esser tu”.

Ah potessi scriverla di nuovo, quella letterina. Non sono stata una bambina buona, lo ammetto, e allora che pretendo? Sono stata sgarbata, superficiale, indifferente, maliziosa, pigra, vendicativa, criticona, insofferente, ingrata… E allora non ti meriti niente, mi dice quella perfida vocina da dentro. Proprio niente? L’anno volge alla fine, facciamo un bilancio. Facciamolo pure, ma il risultato è sempre lo stesso: mi sono accontentata del mio misero loculo di sciatto benessere, quanto basta per fregarmene dei drammi degli altri: guerre, disastri ambientali, frane, inondazioni, malattie, ingiuste sofferenze, sacrifici… Però sono stata brava a fingere di partecipare…! Il che è anche peggio, incalza la vocina. Proprio non ti meriti niente. Per non dare fastidio a nessuno mi sono rifugiata da un’altra parte: pensieri, ricordi, fantasie, immaginazioni… Ho fatto finta di essere un’altra persona, che male c’è? e così ho dato corpo a tutto quello che non riesco a realizzare davvero, a esprimere davvero. E non trovi che questa fuga sia una volgarità..?  Hai ragione, non mi merito niente, ne convengo.

Ma se tu potessi scriverla davvero, quella letterina, che cosa chiederesti? Ah se potessi, chiederei solo di tornare ad abbracciare chi è andato lontano. E chiederei il dono del silenzio, che è una scatola perfetta, piena di tutto. Del meglio e del peggio del genere umano, incluso il perdono, incluse tutte le parole che non ho detto e tutte quelle che non ho ascoltato.

 

 

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