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MADRI

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Nelle scorse settimane, o meglio negli scorsi mesi, le notizie di cronaca ci hanno presentato due fatti di segno opposto analogamente inquietanti. Una ragazza del Nord Italia ha nascosto a familiari amici e conoscenti ben due gravidanze a distanza di pochi mesi una dall’altra, quindi ha partorito di nascosto e lasciato morire – o forse ucciso – entrambi i neonati, seppellendoli nel giardino di casa. Una donna del Sud, più recentemente ha simulato a marito e famiglia una gravidanza e perfino la nascita di un figlio, andandone a rapire in ospedale uno appena nato, salvo poi accorgersi che invece di rapire un maschio si era portata a casa una femmina…

Sembra proprio che la maternità (la “genitorialità”, in genere) rappresenti il terreno privilegiato per l’esplosione di molti degli scompensi del nostro tempo. Maternità negate, e all’opposto maternità pretese. Pensavamo che fosse sufficiente l’aborto a rappresentare la negazione dell’istinto matern,o che una certa cultura reazionaria di parecchi decenni fa dava invece per scontato in tutte le donne. E invece ecco la giovane donna che non si limita ad abortire il feto ma riesce ad “abortire la gravidanza”, ovvero a negarla forse perfino a se stessa fino a nasconderla a tutti. Arrivando ad “abortire il parto”, portandolo cioè a termine di nascosto, forse chiusa in una toilette, forse chissà, autoconvincendosi che non stava passando un travaglio, ma una colica particolarmente dolorosa… Arrivando, infine, ad “abortire il neonato” (ossimoro fin troppo evidente), equiparandolo a un tubero da interrare accanto a un roseto o a cespuglio di rosmarino… Il tutto per ben due volte. La psicanalisi parla di negazione, quando l’individuo rifiuta di accettare la realtà, bloccando la consapevolezza degli eventi.

A fronte di questa negazione della maternità indesiderata, ecco l’invenzione di una maternità impossibile. Che trova analoghi anche in maschi single, che arrivano a farsi confezionare un figlio su commissione (determinandone in anticipo anche il sesso), grazie alle inesauribili tecniche genetiche oggi possibili e praticate. (Fortunatamente non in Italia).

Si può dire ciò che si vuole dell’evoluzione dell’umanità, dell’emancipazione della donna, del progresso, della comparsa dell’intelligenza artificiale… Su certi istinti primordiali non c’è civiltà che tenga: veniamo sopraffatti dagli istinti. La prosecuzione della specie ci avvicina agli animali, nel bene e nel male, facendoci smarrire ragione e ragionevolezza, senso del bene e del male, misura e pudore. Nei due assurdi fatti di cronaca ci folgora, deformato da due opposte forme di follia, l’istinto di sopravvivenza dell’individuo, avvolto nel proprio insuperabile egoismo: nel rifiuto della maternità come pure nella sua pretesa.

Ma guardiamoci intorno: in fondo tutto – navi stellari e mirabili architetture, giardini dell’Eden e famiglie gioiose, cortei LGBT e vacanze esotiche – tutto si riduce all’innocente, puerile egoismo dell’essere umano. Tanto innocente da disarmarci nei suoi estremi inconsapevoli, da non arrivare a concepire neppure le proprie colpe. “Padre, perdona loro…” perché davvero non sanno quello che fanno.

 

18 febbraio 2025

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