
Per ascoltare invece di leggere:
I logorroici sono quasi sulla vetta della graduatoria. Meritano il Nobel della maleducazione. Nessun riguardo, nessuna attenzione, nessuna sensibilità allo stato, alle esigenze, al disagio dei loro interlocutori. Categoria: comunicazione.
Ognuno di noi ne ha incontrati certamente di vari tipi, che condividono tutti però una grave forma di speciale “sordità” : ascoltano solo se stessi. Ci sono quelli affetti da horror vacui, i narcisisti innamorati della propria voce, i bisognosi di riscatto, quelli con la sindrome di abbandono in cerca di attenzioni, i petulanti a prescindere.
I malati di horror vacui non tollerano neppure un istante di silenzio. Sono convinti che il silenzio sia colpa loro, che debba essere necessariamente riempito di qualcosa, che il mondo abbia bisogno di sentir parlare e che la responsabilità sia loro. Non hanno magari niente da dire ma lo dicono lo stesso, riempiendosi la bocca delle più urticanti ovvietà sul tempo, sulla politica, sulla società, insomma sul nulla. Sono i classici produttori di rumore di sottofondo. Dunque ci si potrebbe anche scollegare mentre loro parlano, tanto di fatto monologano, domandano e si rispondono da soli.
I narcisisti si ascoltano mentre parlano, godono del timbro della propria voce e allora blaterano ancora e ancora e ancora, oltre il necessario, spendendo sinonimi, giri di parole, ripetizioni superflue, pur di continuare a ninnarsi da soli. Ne risente la loro oratoria, antiquata, roboante, aulica, lenta e compiaciuta di vocaboli leziosi, che non arriva mai al dunque perché spesso un dunque non c’è.
I bisognosi di riscatto sono quelli che vivono soli. Basta loro una telefonata (ciao come va?) per scatenare un’alluvione di parole: resoconti dettagliati su eventi minimi occorsi loro durante gli ultimi giorni, approfondimenti sul loro stato di salute, ragguagli sulle ultime visite mediche in programma, commenti pettegoli su amici comuni: non c’è tregua. Finita una frase, ne iniziano subito un’altra senza soluzione di continuità, risulta misterioso anche come riescano a prendere fiato se tu che li ascolti non riesci neppure a far respirare il tuo orecchio, figuriamoci come possano loro riempire d’aria i propri polmoni.
Quelli con la sindrome di abbandono in cerca di attenzioni sono in genere frustrati dalla propria mediocrità e cercano, parlando, di compensarla. Sono quelli che nelle assemblee condominiali hanno sempre un caso da citare che fa “al caso nostro”, fattispecie già affrontate e risolte che gioiscono nel riferire con dovizia di particolari. In genere queste persone sono affascinate dai dettagli burocratici, sui quali non risparmiano all’uditorio minuziosi resoconti. Vaniloqui e burocrazia sono in fondo due facce della stessa medaglia. Ma poi non sono da meno le casalinghe che si attardano con particolari sull’ultima ricetta dell’arrosto, sugli inconvenienti capitati loro durante la spesa, sul rincaro prezzi, sui loro impegni degli ultimi giorni, ritenendo fondamentale specificare date e orari di spostamenti, appuntamenti, incontri casuali e visite programmate anche lontani nel tempo, di cui conservano fedelissima, inspiegabile memoria, ritenendo poi essenziale il condividerla.
I petulanti a prescindere sono quelli che hanno appreso fin dai banchi di scuola come ingannare i professori, quando, interrogati, non avevano studiato. Specialisti di vaniloquio e cialtroneria, possono tenere conferenze sul nulla convincendo i malcapitati di avere davvero qualcosa da dire. E’ un meccanismo automatico e per certi versi geniale. Bisogna però esservi portati, avere una predisposizione. Stra-parlare serve loro per dimostrarsi aggiornati, informati, avvertiti, competenti, preparati. Alle interrogazioni scolastiche questa capacità assicurava loro una sufficienza. Nella loro vita adulta, più che incantare il prossimo ottengono di sfiancarlo: chiunque, davanti a loro, alla fine si arrende e li asseconda, pur di staccarsi dalla esiziale morsa, finendo per dare loro ragione perfino se stanno cercando di convincerci che la terra è piatta.
Per il logorroico l’interlocutore è una statuina, una scusa, un pretesto, una comparsa, un casuale e accessorio spunto di autoconservazione o un potenziale ammiratore. La loro categoria (maleducati in ambito comunicativo) è molto affollata, visto che il nostro tempo è il tempo della iper-comunicazione, da una parte incoraggiata, dall’altra corrotta dalle nuove tecnologie. L’inflazione di notizie cui siamo sottoposti istiga tutti noi a un sentimento di rivalsa “parolaia”. Perciò attenzione: tutti saremo prima o poi tentati di smetterla di subire soltanto. Segni, significati, significanti, simboli, , icone, codici, messaggi e parole, ci scateneremo a riversarli noi su chiunque. Siamo tutti logorroici. Già sta accadendo.
5 ottobre 2026
