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MALEDUCATI 6 – Scomparsi

Per ascoltare invece di leggere:

Sono quelli che con discreta, “beneducata maleducazione”, escono in punta di piedi dalla tua vita senza neppure un saluto, senza neppure fingere di provare nostalgia per te, sperando di passare inosservati. Scomparsi, missing, desaparecidos. Magari se qualcuno li interroga sono convinti che lo scomparso sia tu. Bravissimi a sgattaiolare, a dileguarsi senza cercarti più, a disattendere un invito senza sognare di scusarsi o di offrire motivazioni, lasciano spegnere come se niente fosse il caldo fuoco di una frequentazione o di un affetto.

Non si illudano, costoro: il loro silenzio è tutto meno che discreto e inoffensivo, al contrario è rumorosissimo, maleducato appunto, più rumoroso delle odiose chiacchiere a voce alta del tuo vicino di poltrona al cinema che ti costringe a cambiar posto e che non si azzittisce per tutta la durata del film. Il loro silenzio è disturbante, genera domande e film immaginari nella tua mente: l’ho offeso. Ma quando, come, perché? Si è ammalato? Morto dopo breve malattia? E’ entrato in convento? E’ impegnato nella consegna di aiuti umanitari a Gaza, combatte volontario in Ucraina, ha cambiato sesso, si è arruolato in Greenpeace, ha deciso di piantar cavoli e invecchiare nascosto alla vista del mondo…?

Ed è un silenzio ancora più disturbante e ingrato se il rapporto che ha preceduto la morbida, un po’ vigliacca uscita di scena di questi fantasmi, è stato intenso, se c’è stato uno scambio proficuo, insomma se il legame in questione non è stata solo una frequentazione da treno, ma si è condiviso invece un pezzo di vita, ci si è scambiati il meglio. Come amici, come amanti, come colleghi, avversari sportivi, compagni di merende, compagni di scuola…

Evidentemente ognuno ha diritto di cancellare qualsiasi impronta di sé nella vita degli altri, di impegnarsi perché di lui o di lei ci si continui a domandare “chi l’ha visto?”, insomma ognuno ha il diritto di fare in modo che di sé si continui ad avvertire la mancanza, a notare l’assenza. “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” si domandava Moretti in Ecce Bombo. 

Tuttavia vorreiprovare a giustificare l’autistico distacco di chi dilegua senza neppure un ciao, una stretta di mano o una telefonata ogni tanto. E se, per ipotesi, particolarmente in caso di rapporti molto intensi, l’allontanamento volontario di uno dei due stesse proprio a sancire il rispetto verso quanto un tempo ci si era scambiato? Tutto è stato così potente che solo il niente può siglarlo, e tnon c’è altro da aggiungere. Qualsiasi parola o esplicito congedo turberebbe la perfezione di quanto è stato. Conclusione: a volte chi sparisce fa bene a sparire. Non dobbiamo biasimarlo, ricercarlo e tanto meno rimpiangerlo. Forse è l’unico maleducato al quale possiamo in cuor nostro dire grazie.

 

6 ottobre 2026

2 thoughts on “MALEDUCATI 6 – Scomparsi”

  1. maria carmela “Mela” cannone

    Giusta considerazione, e hai messo in moto una serie di motivi e di domande che molto spesso anche io mi sono posta molto spesso nel mio lavoro. Ma per mia personale esperienza mi è capitato di rivedere questi scomparsi e nella metà dei casi addirittura fanno finta di non vederti, all’improvviso quando stanno per avvicinarsi, io pronta a salututare e loro voltano la faccia dall’altra parte e allora mi chiedo: io non gli ho fatto nulla, e allora sono anche io una scomparsa?

    1. lauradmin

      Hai ragione Carmela, e certamente anche noi saremo scomparsi per qualcuno, senza magari rendercene conto. Ma non disperiamo: forse un giorno riappariranno nella nostra vita, o riappariremo noi nella loro… Insomma ci reincontreremo!

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