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NON CHIAMATELI FANZINARI

Per ascoltare invece di leggere:

C’è un gruppo di appassionati lettori di antichi giornaletti: un manipolo di vecchi ragazzi, che erano adolescenti nel dopoguerra e si cibavano soprattutto de Il Vittorioso, il settimanale di Azione Cattolica dedicato ai più giovani. E come dovremmo chiamarli se non vecchi ragazzi, se ancora oggi, con l’energia degli over 80 si ostinano e si applicano a tenere viva la memoria di quella testata che da un lato, pubblicando tante storie d’avventura e storiche, offrì loro l’occasione per dimenticare gli orrori della guerra e contribuire alla ripresa pratica e etica del paese, dall’altro allevò l’eccellente scuola dei fumettisti italiani: Jacovitti, Chiletto, Craveri, Landolfi, Polese, Fenzo, Brasioli, De Luca e tanti altri si formarono in quella redazione.

Il Vittorioso era nato negli anni trenta, rivaleggiando con l’altra testata dell’epoca, L’Avventuroso e fino agli anni sessanta del secolo scorso aveva continuato le sue pubblicazioni, conservando però miracolosamente il suo pubblico ancora oggi.

Questi vecchi ragazzi, capitanati da Vito Mastrorocco, hanno fondato nel 1988 l’Associazione Amici del Vittorioso, che, fra tante difficoltà e immutato entusiasmo, alimenta la memoria di quegli anni, attraverso la testata trimestrale Vitt&Dintorni.  Articoli di approfondimento su autori, storie, aneddoti, personaggi dell’amato periodico di allora si alternano a ricordi personali e a curate ristampe. Un pozzo inesauribile di spunti alimentato anche, di recente, da alcune coraggiose nuove leve, anagraficamente un po’ più giovani dei fondatori ma ugualmente volenterosi nel condividere l’entusiasmo per questo …giornale fantasma.

Tale è Il Vittorioso, di cui da una sequela di nostalgici seguaci, è stato generato un vitalissimo clone. Ma come passano il tempo libero i soci della Associazione? Certamente sfogliando i vecchi giornaletti sempre più consumati e sempre meno impolverati. Oppure contemplando le proprie collezioni  e scambiandosi esemplari della rivista? Francamente, mi sembrano in qualcosa parenti degli odierni giocatori di Warhammer: comunità di nicchia entrambe, condividono l’interesse per questi universi fantastici e vivono attraverso associazioni, club, riviste, eventi dedicati… Potrebbero far pensare a un mondo autoreferenziale, a una conventicola di appassionati che giocano fra di loro, chiudendosi al mondo reale e estranei al tempo presente.

Della comunità Warhammer so poco, se non che ha costruito un sistema educativo e culturale che tenta di coinvolgere i giovani nelle arti visive, nel design e nella narrativa. Quanto all’Associazione Amici del Vittorioso so per certo che non la tiene in piedi solo una sterile nostalgia, ma che punta casomai a mantenere sempre attuale un progetto culturale valido allora e che può essere valido oggi. Ecco allora il recupero di contenuti mai ristampati, la pubblicazione di saggi inediti su autori poco studiati, la collaborazione con ricercatori e storici del fumetto…

Ecco: i ricercatori e gli storici. So che per alcuni di loro, cultori della materia un po’ compresi nella propria missione di elevare il fumetto a arte questi “attivisti” potrebbero apparire leziosamente anacronistici: può anche darsi. Ma non pensate a loro solo come maniaci collezionisti di cose perdute: la cosa più perduta di tutte, per ciascuno di noi, è la giovinezza. E ci sono due strade per non invecchiare: ostinatamente rifiutarsi di crescere oppure restare candidamente bambini. Loro hanno scelto la seconda.

 

13 maggio 2026

 

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