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QUEL GESTO INASPETTATO

Per ascoltare invece di leggere:

E va bene si è ucciso. Quel giovane prete del Piemonte. Tutti sconvolti, i suoi parrocchiani, specie i giovani di cui era amico e confidente. Nessun segno premonitore, nessun apparente disagio che potesse far supporre il tragico finale

I preti sono fragili, ricorda qualcuno, come tutti noi.

Difatti. Non sono santi, sono preti. Avere a che fare con Dio non esonera dal dubbio, dalla disperazione, dalla resa a questa vita.

Ci sono quelli che cadono in tentazione e mangiano da mattina a sera, quelli che se la fanno con la parrocchiana e alla fine magari, nella migliore delle ipotesi se la sposano, quelli che fumano, quelli che fanno un tiro, quelli a cui piace bere…

Sono umani, come tutti noi. Fino al punto di rinunciare alla vita.

Qualcuno incolpa il mancato ascolto “da parte della Chiesa” ai problemi dei sacerdoti. Ma chi è la Chiesa? La Chiesa sono i preti (anche insieme ai laici, siamo d’accordo), ma allora forse è la Chiesa che non si ascolta.

Qualcuno denuncia: nessuno consola i consolatori.

Suona strano, come le rivendicazioni di sicurezza da parte degli agenti di polizia: nessuno difende i difensori.

Difatti i difensori e i consolatori dovrebbero essere il nostro baluardo contro la violenza, contro la disperazione. Sentirli reclamare i loro diritti un po’ ci spiazza.

Se un poliziotto resta ucciso, è un dolore che va messo in conto. Se un prete si uccide, è un fatto insolito e che fa male, ma anche questo va messo in conto: avere a che fare con le altezze e le profondità di Dio può provocare sconvolgenti effetti collaterali.

Il problema forse è un altro. Ci si lamenta della gravissima crisi di vocazioni: chiese e conventi vuoti. Pochi ormai si votano al Signore.

Ma forse la crisi non è nella quantità, quanto nella qualità delle poche vocazioni residue. Forse chi si fa prete negli ultimi anni a volte cerca risposte ai propri problemi più che essere pronto a darle. Forse si sta laicizzando anche questo servizio. Forse alcuni pensano al sacerdozio come a una professione e se ne aspettano di conseguenza successi e soddisfazioni. Quando mancano, ecco il senso di fallimento fino al gesto estremo.

Molti preti oggi appaiono come rampanti professionisti (sociologhi, assistenti sociali, convegnisti, commentatori televisivi….) più che come pazienti ascoltatori dei drammi della gente, come sensibili mediatori tra la terra e il cielo, capaci di annullarsi in questa missione.

Ecco forse anche perché le chiese sono vuote: perché i preti sono spesse in giro a fare tante altre belle cose tranne quelle che vorremmo vederli fare.

Povero don Matteo. Nessuno conoscerà mai il dramma del suo cuore. Unica consolazione: se ancora credeva in Dio -non è detto- possiamo sperare abbia voluto accelerare l’incontro con lui.

 

7 luglio 2025

One thought on “QUEL GESTO INASPETTATO

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