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TUTTE LE COSE NON DETTE

Penso sempre al meccanismo complicato che c’è dietro un gesto in apparenza semplice, come schiacciare un interruttore. Presuppone un universo di anatomia, fisiologia, tecnologia, scienza, intenzioni, progettualità. Mentre noi ci limitiamo a fare clic.

Perché anche in natura il meglio resta nascosto? La radice è più importante del fiore. Forse proprio perché noi si debba faticare per scoprirlo. Perché tutto ciò che è conquistato con fatica ci appartenga di più, ci si riveli con più intensità.

Le più belle relazioni umane sono quelle che rimangono un po’ sepolte. Gli amori non detti, i sentimenti un po’ taciuti, le frasi belle o intense o impegnative che ci siamo ingoiate. Le mail che non abbiamo spedito. In quanto tali, questi iceberg di emozione sommersa sostengono tutto il resto. Se passassimo il tempo a esibire i nostri sentimenti forse li porteremmo a sciogliersi. Amo le persone riservate, piene di pudore. Io stessa mi espongo a fatica.

E’ il non detto che rende possibile la poesia, quel misterioso avanzo di qualcosa che fa muovere i nostri passi, che ci porta a pronunciare le nostre povere quattro parole, quelle appena sufficienti. A essere presenti quando dobbiamo essere presenti. E’ la pietra che rimane grezza a far emergere la figura scolpita. Quanto basta. Solo il potere dell’ indistinto ci permette di affinare la vista e l’udito, di intuire la forma, la perfezione, la bellezza.

“L’arte non deve riprodurre il visibile, ma rendere visibile il visibile”. Sottigliezza del pittore svizzero Paul Klee. Quello che si vede non è tutto quello che si può vedere, per nostra fortuna.

 

3 agosto 2022

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