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UNA BELLA MOSTRA

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Al WOW Spazio Fumetto -Museo del Fumetto di Milano sono in mostra in queste settimane oltre cento tavole e illustrazioni di mio padre. Da sabato scorso 2 marzo fino al 12 maggio: Gianni De Luca e la nona arte. Una rivoluzione nel fumetto.

Di mio padre ho già scritto tanto, e tanti, prima e meglio di me hanno scritto, critici e specialisti del settore, riconoscendo le sue indubbie capacità tecniche insieme a una instancabile attitudine per la ricerca e l’innovazione, oltre che un’inimitabile eleganza grafica, elementi che ne hanno fatto da anni un punto di riferimento per molti autori anche d’oltreoceano.

Morto troppo presto (64 anni) ha lasciato a tutti la domanda: che cos’altro avrebbe inventato nel fumetto con qualche anno in più di vita, visto che allo sviluppo di questa particolare forma espressiva, da lui tanto amata e frequentata, ha riservato fin da subito tali acrobatiche innovazioni estetiche e narrative? (Di qui il sottotitolo della mostra, voluto dal direttore del Museo, Luigi Filippo Bona, “Una rivoluzione nel fumetto”).

La mostra milanese è davvero bella. Onore al merito del curatore Luca Bertuzzi, oltre che del direttore Bona, che sfidano  quotidianamente la loro passione a sensibilizzare le istituzioni, le amministrazioni, le scuole, le persone comuni all’importanza dell’educazione all’immagine, così tanto colpevolmente trascurata dalla scuola italiana.

Li ringrazio dunque per il loro impegno generoso, che non li vede solo alle prese con l’allestimento di belle mostre come questa dedicata a mio padre, ma in molte altre attività parallele, come l’archiviazione, la ricerca di materiali, l’organizzazione di convegni e l’offerta di laboratori per i bambini, spesso in coordinamento con istituti scolastici.

La mostra è bella, dicevo. Ma che cosa rende bella una mostra di opere grafiche già di per sé belle? Che cosa aggiunge il tocco del curatore al valore intrinseco di ciò che decide di esporre? Non lo so, ma certo organizzare una mostra non è come allestire la vetrina di un negozio, che pure è un’arte difficile, che richiede una preparazione specifica.

La scelta dei pezzi, l’ordine di esposizione, l’illuminazione, le cornici, le didascalie e i testi a corredo, la ricerca, l’accompagnamento di cataloghi, locandine o portfolii, i comunicati stampa… Non è semplice presentare al meglio …il meglio di un artista.

In questo caso però, io credo che il differenziale sia nella passione, nella cura e nella dedizione che Bona e Bertuzzi hanno impiegato, e che ogni giorno impiegano, nel loro lavoro così umile, prezioso e devoto. Del resto, la passione è il differenziale di ogni cosa, è il marchio di ogni successo conquistato, di ogni obiettivo raggiunto. Lo era infatti anche nello straordinario lavoro di mio padre.

Io sono abituata alle sue tavole e alle sue illustrazioni. Ci convivo da quando sono nata, sono come sorelle o vecchie zie che mi raccontano ciascuna un episodio, che mi evocano ricordi di persone, aneddoti, discussioni, esperimenti, fatiche… Potrei organizzare una mostra permanente domestica, se solo avessi lo spazio sufficiente. Ma purtroppo non è così, e allora a queste opere ho riservato un archivio a cassetti, nel caveau di una banca, che mi aiuta a tenerle in ordine e a manutenerle, al riparo dalla polvere e dalla naturale consumazione di carta e inchiostri.

In questo archivio le tavole riposano in posizione orizzontale, dormendo a strati una sull’altra i loro sonni di mesi e di anni come colorati cadaveri in un allegro obitorio, fin quando i Bona e i Bertuzzi di turno non bussano a risvegliarle dal loro torpore per offrire loro l’opportunità di tornare qualche tempo alla luce.

E’ questa l’impressione che ho avuto visitando i locali di WOW Spazio Fumetto a Milano il giorno dell’inaugurazione: questi delicati “parenti” sono resuscitati dal loro sonno orizzontale e mi sono apparsi “in verticale”, nelle loro cornici come in abiti a festa, vivi e vegeti e più eloquenti che mai. La festa è certamente negli occhi di chi li contempla, e che riesce così a farli parlare ancora distanza di anni. E’ per questo che una bella mostra… non è mai soltanto una bella mostra. Dunque grazie a tutti, organizzatori e visitatori, anche da parte di mio padre e della sua …arte.

 

5 marzo 2024

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