
Per ascoltare invece di leggere:
C’è un sogno ricorrente nella mia vita. Scopro improvvisamente nella mia casa una stanza in più. Di cui non avevo conoscenza e che pure sembra ricordarmi qualcosa che sapevo, e che avevo completamente dimenticato. Sorpresa e reminiscenza nello stesso tempo. Una novità in fondo non nuova.
Sempre ciò che ci sorprende ci restituisce qualcosa che avevamo sepolto. Sempre una sorpresa ha una vaga essenza di passato, una polverina di déja-vu.
Credo il sogno derivi dalla curiosità infantile mai soddisfatta per una misteriosa stanza, la cui porta, sempre chiusa a chiave, si affacciava sul corridoio della casa della pro-zia Elena: che cosa c’era lì dentro? Era il regno di zia Amalia, un’altra anziana parente che se n’era andata chissà dove, forse addirittura da questa vita, e che aveva convissuto di necessità con la pro-zia Elena, la quale continuava a rispettare il territorio, senza mai azzardarsi ad aprire quella porta…
Non ricordo da bambina che cosa immaginassi ci fosse oltre quella porta chiusa, se non la vaga seduzione che ogni divieto suggerisce, insieme al desiderio inespresso di violarlo.
La stanza in più del sogno mi provoca perciò il sollievo di poter varcare confini inesistenti, i confini senza fine della libertà, potendo così disporre di uno spazio ulteriore, che manca comunque, in qualsiasi abitazione, la più grande che sia, e che vale in particolare per una accumulatrice seriale come me. Ma il sollievo onirico non consiste solo in questo: il sollievo è nella sensazione,nella certezza di poter fare altro nella vita che non abbia ancora fatto. Una stanza in più è un’occasione, la promessa di qualcosa che deve ancora e sempre accadere, la rassicurazione che c’è sempre ancora molto da fare.
E allora mi vengono in mente le pseudostanze degli accampamenti a Gaza, le stanze piene di calcinacci degli ospedali bombardati, le stanze comuni rimediate nei sotterranei o nelle scuole convertite in camerate.
Forse il mio futuro potrebbe incominciare da lì, dal superamento della mia inerzia e della mia indifferenza. Sognare una casa improvvisamente, inaspettatamente più grande è accorgersi di avere spazio nel cuore. Impossibile a quel punto lasciarlo vuoto.
9 luglio 2025
