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MASCHIO, TROPPO MASCHIO

Per ascoltare invece di leggere:

Nella nostra stropicciata lingua italiana ci sono parole abusate e urticanti come zecche. Una di queste è “maschietti”. La impiegano in genere gli uomini, come a doversi scusare o vergognare della propria virilità o della virilità intrinseca alla parola “maschi”. Come se, grazie al femminismo, il genere maschile fosse diventato colpevole a prescindere. Di sopraffazione, di violenze, di abusi. Umano troppo umano, ha scritto Nietzsche. Virile, troppo virile sostiene il main-stream attuale.

Vorrei tranquillizzare gli uomini di questo pianeta, e in particolare i miei connazionali: potete serenamente autodefinirvi “maschi”. Fate pace col vostro sesso, non ve ne vergognate. Fate un veloce esame di coscienza, e domandatevi se con quell’orrendo diminutivo non state in certo qual modo cercando di addolcire la presunta, temuta aggressività del vostro sesso.

Se così fosse davvero, come io immagino, avremmo la perturbante e diretta conferma che la famosa rivoluzione sessuale degli anni sessanta del secolo scorso, con la modifica dei tradizionali codici di comportamento relativi alla sessualità e alle relazioni interpersonali, ha semplicemente messo in pratica la proprietà commutativa della matematica, che tutti abbiamo studiato a scuola: cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. A un sesso oppresso se ne è sostituito un altro, mutatis mutandis. Un tempo le femmine tenevano gli occhi bassi. Oggi i maschi tengono basse le parole, dequalificandone e depotenziandone i significati. Ma se “maschio” è diventato un termine quasi dispregiativo se non ridicolo (il pensiero va ai  “machi” palestrati col mito del muscolo gonfiato), pensate a quanto possa risultare tragicomico un uomo disposto a rimpicciolirsi in maschietto pur di rassicurare una donna. A meno che non ci siano altri validi motivi per sentirsi non solo maschietti ma anche omuncoli. Rassicurateci in altro modo. A me il vecchio mazzo di fiori va benissimo.

E rileggetevi il mio Manifesto per la liberazione dell’uomo.

 

5 settembre 2025

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