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UMANO IN CHE SENSO?

Per ascoltare invece di leggere:

Ci sono due frasi inquietanti che si affacciano sempre più spesso sugli schermi dei nostri PC e smartphone. Campanelli d’allarme che chi è sospettoso nei confronti degli ultimi e più spregiudicati sviluppi della tecnologia non dovrebbe trascurare.

Senza che apparentemente sia stato interrogato su nulla, sul limitare di una ricerca da poco effettuata, e incoraggiando l’utente a proseguirla, lo smartphone rilascia all’improvviso la seguente frase: “chiedimi qualunque cosa”. E’ troppo, anche per una come me entusiasta del progresso digitale. L’illusione servita su un piatto d’argento di poter desiderare e ottenere tutto è ingannevole e soprattutto immorale. Ci dà la falsa speranza di poter vedere realizzato l’impossibile grazie a un clic, a un semplice colpo di polpastrello, al disinvolto accesso al Cervello Universale che spadroneggia le banche dati di tutto il mondo. Per un attimo ci credi davvero che quel pezzo di metallo e silicio che hai per le mani sia la lampada di Aladino col genio dentro, e che tu possa davvero chiedergli dall’auto dei tuoi sogni all’eterna giovinezza, da un incontro con Jacob Elordi o Sydney Sweeney all’immortalità. Ma crederci per un attimo è pericoloso, perché non si sa mai quanto l’attimo possa durare, quando  è in ballo la falsa promessa dell’onnipotenza.

Seconda frase, indicativa e inquietante che compare talvolta sulla home page di siti dotati di avanzati sistemi di autoprotezione: “dimostra che sei umano”.

E’ evidente che il sistema sta cercando segnali che distinguano la “normale” visita di un utente da un accesso automatizzato, potenzialmente pericoloso per attacchi hacker, e chiede per questo al visitatore di superare una prova che garantisca il suo status di persona.

Ora, già il fatto che una macchina chieda a me, essere umano, di provarle che non sono una macchina, mi spiazza e mi disorienta, anzi mi irrita. E poi in base a cosa la macchina avrebbe possibilità di distinguermi da un’altra macchina? Basterebbe il suo stupido test a mettere distanza fra i miei neuroni e i circuiti elettronici o i nodi della rete? Inoltre: in base a che cosa il sistema dà automaticamente per scontato che un umano non possa risultare pericoloso quanto e più di un malevolo sistema di hackeraggio?

Ma leggiamola in altro modo: umano in che senso? dimostrare di esserlo davvero dovrebbe rappresentare una prova e insieme una sfida eticamente gigantesca.

Siamo umani se adottiamo un bambino di Gaza, se facciamo compagnia a un vecchio, se soccorriamo un animale ferito, se non deridiamo un avversario politico, se rispettiamo chi ci ripugna… Abbiamo mille valide occasioni per dimostrare la nostra umanità. Anche e soprattutto per chiedercelo anche più volte al giorno da soli, di fronte a noi stessi e non di fronte a uno schermo.

 

7 ottobre 2026

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